Caprette di Anacapri ad Agropoli, tra costi e dubbi sul futuro: «non è previsto l’abbattimento»

Scritto il 06/09/2026
da Ernesto Rocco

Anacapri trasferisce le caprette ad Agropoli: polemiche su costi, controlli e benessere degli animali

Da un lato vi sono le preoccupazioni dei cittadini di Anacapri, incentrate prevalentemente sui costi dell’operazione; dall’altro quelle dei residenti di Agropoli, le cui perplessità riguardano le sorti e le condizioni di vita delle celebri caprette del Monte Solaro. La proliferazione incontrollata degli animali, unita ai conseguenti disagi sul territorio, aveva spinto l’amministrazione comunale del centro isolano a programmare un intervento di sterilizzazione.

La situazione è tuttavia precipitata in seguito al taglio delle reti della recinzione in cui erano custoditi i capi, atto che ha consentito la liberazione del gregge. A fronte dell’accaduto, la municipalità ha optato per il trasferimento definitivo nel Cilento.

Il trasferimento ad Agropoli e la questione dei costi

L’azienda individuata per l’accoglienza si trova in località Moio, ad Agropoli, all’interno di una struttura che include tra le proprie attività la macellazione. La scelta ha sollevato riserve ad Anacapri, dove la comunità chiede chiarezza sull’impatto economico dell’intesa. In particolare, è stata avanzata la richiesta formale di prendere visione della documentazione contrattuale, della convenzione o dell’accordo stipulato tra il Comune e il soggetto privato incaricato della gestione.

Sicurezza degli animali, petizioni e visite sul posto

Un ulteriore nodo fondamentale riguarda il monitoraggio costante dello stato di salute dei capi. Diversi cittadini e gruppi di Anacapri intendono verificare se la struttura cilentana sarà accessibile al pubblico e se sarà consentito effettuare sopralluoghi periodici per accertarsi delle condizioni del gregge.

Allarmi sulla tutela degli animali sono giunti anche da alcune associazioni ambientaliste ed animaliste locali, timorose per il rischio di abbattimento. Un’ipotesi, quest’ultima, esclusa dai termini ufficiali dell’accordo, che sancisce il divieto di macellazione per gli esemplari trasferiti. Nel frattempo prosegue sul web la raccolta firme per chiedere che le caprette rimangano sull’isola in regime di libertà controllata: la petizione ha già superato quota 15mila adesioni, ma al momento la linea dell’amministrazione rimane confermata.