Il Salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile di Salerno ha fatto da cornice alla presentazione ufficiale dei solenni festeggiamenti in onore di San Matteo, Apostolo ed Evangelista, patrono della città. Durante l’incontro, l’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, S.E. Monsignor Andrea Bellandi, e il parroco della Cattedrale, Don Felice Moliterno, hanno illustrato il calendario degli appuntamenti previsti per l’edizione 2026, evidenziando una forte sinergia tra istituzioni, valorizzazione culturale e innovazione digitale.
Il messaggio dell’arcivescovo tra criticità sociali e speranza
Nel suo intervento di apertura, Monsignor Bellandi ha tracciato un’analisi profonda del contesto storico e sociale attuale, evidenziando le difficoltà che attraversano la comunità, dai conflitti bellici alle incertezze economiche, fino ai fenomeni di violenza e al disagio giovanile. L’Arcivescovo ha richiamato l’attenzione sui rischi di una società frammentata, sottolineando tuttavia la presenza di una vasta rete di solidarietà e di giovani impegnati nel bene comune.
I festeggiamenti patronali non devono rappresentare una semplice parentesi folkloristica, ma un’occasione di ripartenza e di impegno civile e spirituale per l’intera comunità salernitana. Monsignor Bellandi ha richiamato l’importanza di rimanere attivi nel tessuto sociale, citando il valore della collaborazione e della solidarietà interpersonale:
“Stiamo vivendo, non possiamo negarlo, un momento storico non facile, segnato da gravi criticità che minano la serenità di gran parte della popolazione, rischiando – per usare un’espressione cara al compianto papa Francesco – che ci venga rubata la speranza.”
“Celebrare veramente San Matteo vuol dire ancora una volta – come lui ha fatto – lasciare che il nostro sguardo e la nostra umanità bisognosa di salvezza intercetti la figura del Signore Gesù, così che Lui che possa ridonare ad ognuno di noi una speranza concreta, affidabile, capace di far affrontare le fatiche e le croci di ogni giorno nell’orizzonte di quell’Amore fedele che non abbandona mai.”
“Non temiamo di sporcarci le mani nel cantiere del nostro tempo. Questa è la benedizione che imploriamo da Dio e il compito che ci attende: essere costruttori di comunione, non architetti di Babele; servi del Regno che viene, non padroni di torri destinate a crollare.”
Sinergia istituzionale e il programma degli eventi
Il cartellone delle iniziative nasce da una stretta collaborazione tra la diocesi e i principali enti del territorio. L’Arcidiocesi ha strutturato il programma insieme al Comune e alla Provincia di Salerno, all’Università degli Studi di Salerno, al Conservatorio “Giuseppe Martucci”, all’Ordine dei Giornalisti della Campania e all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Salerno. Molti appuntamenti si terranno in location non ecclesiali per coinvolgere l’intera cittadinanza.
Dal punto di vista liturgico, il momento centrale sarà la celebrazione del Pontificale del 21 settembre. La funzione sarà presieduta da S.E. Mons. Filippo Iannone, Prefetto del Dicastero per i Vescovi.
Innovazione digitale e strumenti per i pellegrini
Per rendere le celebrazioni accessibili a un pubblico ampio e giovanile, la Parrocchia della Cattedrale ha introdotto importanti novità digitali. Don Felice Moliterno ha presentato la nuova app web interattiva, raggiungibile all’indirizzo sanmatteo2026.upcentrostoricosalerno.it, pensata per la consultazione rapida del programma tramite smartphone. A questo strumento si affianca il canale Instagram ufficiale @sanmatteosalerno, nato per raccontare la storia, la fede e le tradizioni legate al patrono.
Sul piano pastorale, è stato realizzato il sussidio “Si alzò e lo seguì. Pellegrini alla tomba dell’Apostolo”, edito con il patrocinio della Fondazione “Alfano I” e in collaborazione con gli uffici diocesani preposti. Il testo servirà ad accompagnare parrocchie e gruppi di fedeli in visita alla tomba di San Matteo durante tutto l’anno.

