Un vasto blitz contro il traffico illecito di rifiuti e il furto di materiale ferroso ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di sequestro preventivo per un valore complessivo di 3,5 milioni di euro. L’operazione, condotta dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli insieme ai Comandi Provinciali territorialmente competenti, ha interessato le province di Salerno, Napoli, Bari, Potenza, L’Aquila, Latina e Frosinone. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Salerno su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, colpisce diversi imprenditori indagati per associazione a delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e furto aggravato di ingenti quantitativi di metalli, sottratti in prevalenza dai cantieri di Rete Ferroviaria Italiana.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Salerno guidata da Raffaele Cantone, travalica i confini nazionali e ricostruisce una fitta rete d’affari illegale con ramificazioni dirette verso Paesi europei ed extraeuropei.
Le origini delle indagini ad Albanella e le spedizioni verso la Thailandia
L’attività investigativa ha preso il via nel settembre del 2022 a seguito di un controllo del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Salerno presso un’azienda di Albanella attiva nel trattamento e recupero di rifiuti urbani e speciali. Attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche, pedinamenti e videoriprese durati diversi mesi, gli inquirenti hanno portato alla luce un sistema ben strutturato finalizzato allo smaltimento illecito.
Il primo filone d’inchiesta si è concentrato sulla società Ricicla Campania s.r.l. (con sede legale a San Giuseppe Vesuviano e sede operativa ad Albanella). Secondo gli elementi raccolti, l’azienda gestiva illegalmente ingenti volumi di rifiuti urbani ingombranti, imballaggi misti, rottami ferrosi, guarnizioni in plastica e parti di pneumatici fuori uso. Tali materiali venivano spediti in Thailandia in assenza della documentazione prescritta o mediante l’utilizzo di atti falsificati, violando aperto contrasto con le normative nazionali e comunitarie sull’esportazione dei rifiuti.
Il sistema del “giro bolla” e il commercio estero con la Turchia
Un secondo filone investigativo riguarda la cessione “in nero” di rottami metallici da parte di Ricicla Campania alla Cermetal S.r.l., società riconducibile a una nota famiglia di imprenditori locali, avvalendosi dell’interposizione di prestanome. In un episodio specifico è stata accertata la spedizione illegale verso la Turchia di oltre 5 milioni di chilogrammi di rottami ferrosi (per l’esattezza 5.154.760 kg). Il carico era stato falsamente documentato come End of Waste (materiale di recupero stabilizzato), alterando i certificati di accompagnamento per superare i vincoli di legge.
Gli approfondimenti successivi hanno svelato un meccanismo ancora più ampio gestito tramite diverse compagini societarie — tra cui Cermetal S.r.l., C.R. Metalli S.r.l., Rag.Metal S.r.l., Autoricicla S.r.l. e Rafecology S.r.l. — basato sul cosiddetto “giro bolla”, ovvero la continua emissione di documentazione contabile e di trasporto fittizia intestata a società inesistenti.
I dettagli del sequestro e la posizione degli indagati
L’illecito profitto ricostruito dagli inquirenti ammonta a 3.400.000 euro ed è stato sottoposto a sequestro preventivo finalizzato alla confisca, sia diretta sia per equivalente. Le forze dell’ordine hanno apposto i sigilli anche agli impianti e agli automezzi impiegati dalle aziende Cermetal S.r.l., C.R. Metalli S.r.l., Rafecology S.r.l. e Ricicla S.r.l.
Nel dettaglio, le operazioni del NOE hanno condotto al blocco di:
- 71 conti correnti riconducibili alle persone fisiche e giuridiche iscritte nel registro degli indagati;
- 8 veicoli industriali e l’intera impiantistica aziendale utilizzata per il traffico e il trasporto illegale dei materiali.
Parallelamente, sono stati notificati undici inviti per rendere interrogatorio preventivo ai sensi dell’articolo 291 c.p.p. (ex legge 114/24), in relazione alle richieste di applicazione di misure cautelari personali avanzate dalla Procura. Come ricordato dalla Procura della Repubblica di Salerno nel comunicato firmato dal Procuratore Raffaele Cantone:
“Il provvedimento di sequestro e le contestazioni in esso formulate saranno sottoposte ad ulteriori valutazioni nelle successive fasi del procedimento, ragion per cui nei confronti degli indagati, in attesa del giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.”

