La vertenza sulla sanità pubblica nel Cilento raggiunge un momento decisivo. Il Comitato “Obiettivo Ospedale di Agropoli” ha espresso formale soddisfazione per la concessione di un’audizione ufficiale presso la Presidenza del Consiglio regionale della Campania, arrivata a margine delle dichiarazioni rese dal Presidente della Regione Roberto Fico in risposta ai Question Time. L’incontro rappresenterà una sede istituzionale chiave per dare voce a una mobilitazione che prosegue ininterrottamente da oltre cento giorni davanti al presidio sanitario cilentano.
Contestualmente a questo passo avanti sul piano del confronto, il Comitato ha lanciato un appello urgente a tutti i rappresentanti politici e istituzionali del Distretto sanitario 70, individuando una soluzione immediata per accelerare i tempi di ripristino dei servizi essenziali di emergenza-urgenza.
L’opportunità del concorso Asl e l’impiego dei nuovi medici
Al centro della proposta avanzata dai cittadini c’è l’utilizzo della graduatoria approvata a seguito del concorso per 30 posti di Medicina d’Emergenza-Urgenza destinati ai Pronto Soccorso dell’Asl Salerno. Secondo il Comitato, i professionisti risultati idonei da questa procedura dovrebbero essere impiegati da subito anche presso il nosocomio di Agropoli, permettendo la contestuale riconversione del Punto di Primo Intervento (P.P.I.) in un vero e proprio Pronto Soccorso di base dotato dei reparti salvavita necessari.
La preoccupazione principale riguarda la deliberazione di un nuovo bando di reclutamento specificamente dedicato alla struttura agropolese. Sebbene l’iniziativa sia mirata, il rischio evidenziato dai promotori della protesta è un ulteriore slittamento dei tempi reali di riattivazione dell’emergenza. L’impiego immediato dei medici già disponibili rappresenterebbe invece una risposta tempestiva nelle more dell’espletamento delle nuove procedure concorsuali.
Le quattro richieste chiave per il futuro della sanità locale
Il confronto previsto in Regione Campania sarà l’occasione per presentare una piattaforma di interventi ritenuti inderogabili per la tutela della salute pubblica nel comprensorio. La linea del Comitato si articola su punti precisi:
- La restituzione alla città di un presidio con dignità di struttura ospedaleira;
- Il riconoscimento di un’autonomia gestionale e organizzativa per la struttura;
- La presenza di un Pronto Soccorso operativo capace di stabilizzare i pazienti, prendere in carico i codici rossi e gestire tempestivamente le patologie tempo-dipendenti;
- L’eliminazione dei rischi legati ai tempi di attesa per i trasferimenti verso i D.E.A. di riferimento.
Il Punto di Primo Intervento, viene ribadito dalla mobilitazione, non può essere considerato una misura sostitutiva adeguata per la gestione delle emergenze sanitarie complesse.
Riprogrammazione regionale e rispetto del D.M. 70/2015
Per garantire risposte concrete, l’integrazione dell’Atto Aziendale dovrà essere affiancata da un cronoprogramma vincolante. Il Comitato richiede l’indicazione chiara dei posti letto dedicati all’emergenza-urgenza, l’individuazione dei reparti salvavita e una data certa per la riattivazione del servizio, sulla falsa riga dell’iter seguito per il ripristino del nosocomio di Battipaglia.
Il processo di riqualificazione del presidio dovrà essere inserito formalmente nella nuova programmazione regionale, garantendo la piena conformità al D.M. 70/2015 e alla gerarchia delle fonti normative in materia sanitaria.
Come sottolineato dai rappresentanti del Comitato nella nota ufficiale: «Nelle more del reclutamento dedicato, vanno pertanto utilizzati i medici già disponibili. Questo rappresenta un primo passo concreto verso la tutela del diritto fondamentale alla salute». La mobilitazione proseguirà dunque verso l’audizione regionale con l’obiettivo di tradurre le istanze del territorio in atti amministrativi definitivi.

