Il sistema di emergenza-urgenza 118 nella provincia di Salerno mostra criticità strutturali che rischiano di compromettere la tempestività e l’omogeneità dei soccorsi, specialmente durante i periodi di picco turistico. L’attuale rete territoriale soffre di una marcata frammentazione sul piano gestionale e amministrativo, caratterizzata da scadenze dei lotti d’affidamento non uniformi, un ricorso sistematico alle proroghe contrattuali e l’attivazione dei rinforzi estivi a stagione turistica già avviata. Quest’assetto, affidato prevalentemente in convenzione ad enti esterni, finisce per generare instabilità in un servizio essenziale per la tutela della salute pubblica.
Le criticità territoriali e le sperequazioni tra costa e aree interne
La dipendenza dall’esternalizzazione comporta costi rilevanti per le casse pubbliche senza tuttavia risolvere la carenza organica di personale. Le conseguenze di tale organizzazione si riflettono sulle differenze di copertura tra le varie zone del salernitano. La disparità appare evidente mettendo a confronto i centri urbani con la fascia costiera, il Cilento e le aree interne della provincia, ambiti territoriali in cui la vastità geografica, le distanze dai presidi ospedalieri di riferimento e l’incremento demografico estivo rendono complessa la gestione di ogni singolo intervento della rete tempo-dipendente.
La posizione del Nursind sulla gestione dell’emergenza
Sulla questione è intervenuta la sigla sindacale Nursind Salerno per evidenziare la necessità di un cambio di rotta nella governance del soccorso territoriale.
«Non si tratta di mettere in discussione il valore del lavoro svolto quotidianamente dalle associazioni e dagli operatori sul campo, ma di rilevare che un servizio fondamentale come il 118 non può essere governato sulla base di continue proroghe e incertezze administrative», dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno. «Occorre una regia pubblica e unitaria che assicuri la presenza stabile di personale, mezzi adeguatamente equipaggiati e una programmazione rigorosa dei rinforzi stagionali prima che le località turistiche vengano prese d’assalto».
La proposta per una regia pubblica e il piano assunzionale
Per superare la fase critica e scongiurare l’interruzione o il rallentamento dell’assistenza sanitaria, la proposta sindacale traccia un percorso di transizione graduale verso l’internalizzazione. L’ipotesi operativa prevede il passaggio immediato del servizio sotto la gestione diretta dell’Asl Salerno, con la prospettiva di un successivo riordino all’interno di un’unica Agenzia regionale per l’emergenza sanitaria.
«Bisogna programmare con largo anticipo le esigenze della stagione estiva e avviare senza indugio un piano di assunzioni stabili per medici, infermieri e autisti soccorritori. La tutela della salute e l’efficienza della rete tempo-dipendente impongono di trasformare le risorse oggi allocate per le convenzioni esterne in un investimento strutturale per la sanità pubblica», conclude Tomasco.

