La politica italiana perde una delle sue figure più iconiche e battagliere. Emma Bonino si è spenta questa mattina a Roma all’età di 78 anni, al culmine di una lunga battaglia contro la malattia. La leader radicale era stata ricoverata lo scorso 7 settembre presso l’ospedale Santo Spirito della capitale per un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute. Nella giornata di ieri, a seguito del miglioramento del quadro clinico che aveva permesso l’uscita dalla terapia intensiva, era stato disposto il suo trasferimento in una struttura privata per proseguire le cure, in accordo tra l’équipe medica del reparto e il medico curante. Un quadro clinico che restava comunque definito delicato e che nelle ultime ore si è aggravato fino al decesso.
Mezzo secolo di battaglie per i diritti civili
Radicale, laica, femminista e profonda conoscitrice delle dinamiche internazionali, Emma Bonino ha rappresentato per oltre cinquant’anni il punto di riferimento delle battaglie per i diritti umani e civili in Italia e in Europa. La sua carriera politica, iniziata negli anni Settanta al fianco di Marco Pannella, l’ha vista protagonista delle principali riforme sociali del Paese, dal diritto all’aborto al divorzio, fino alle campagne per il fine vita e per la legalizzazione delle sostanze. A livello istituzionale ha ricoperto ruoli di primo piano come Ministra degli Affari Esteri, Commissaria Europea e Senatrice della Repubblica, mantenendo costantemente un profilo di indipendenza e rigore intellettuale.
Il ricordo del territorio e l’amore per il Cilento
La notizia della sua scomparsa ha generato una vasta e commossa unanime reazione da parte del mondo politico, culturale e della società civile. Tra i tanti ricordi emersi nelle ultime ore figura anche quello legato al suo rapporto con la Campania e in particolare con il Cilento. Sebbene la sua presenza in questi luoghi non fosse frequente, Bonino aveva espresso profondo apprezzamento per il territorio durante un soggiorno a Pioppi nel 2017. In quell’occasione la senatrice aveva descritto la località con parole di grande stima per il patrimonio ambientale ed enogastronomico: “È un posto unico al mondo, si vive bene e si mangia benissimo”. Contestualmente, con la lucidità pragmatica che la caratterizzava, non aveva mancato di evidenziare le criticità strutturali dell’area, ponendo l’accento in particolare sui problemi legati alla viabilità.

