Si è conclusa oggi, nell’aula del Tribunale di Vallo della Lucania, la fase istruttoria del procedimento giudiziario che vede imputato Franco Alfieri, ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia, insieme al suo ex capo di gabinetto Andrea Campanile. L’udienza odierna ha segnato un momento cruciale del dibattimento, caratterizzato dalle dichiarazioni spontanee rese da entrambi gli imputati davanti al collegio giudicante.
Le dichiarazioni dell’ex capo di gabinetto Andrea Campanile
Andrea Campanile è stato il primo a prendere la parola per chiarire la propria posizione in merito alle presunte irregolarità nelle gare d’appalto per la pubblica illuminazione. Nel corso del suo intervento, l’ex collaboratore ha ribadito la natura esclusivamente amministrativa delle proprie mansioni all’interno dell’ente locale.
Il mio ruolo era di capo di gabinetto del sindaco e non ho mai avuto la capacità e la volontà di condizionare le gare d’appalto del Comune, ha dichiarato Campanile. L’interlocuzione con i responsabili della società Dervit nasceva dalla necessità di dialogare con la ditta che si occupava del funzionamento e della gestione degli impianti di pubblica illuminazione a Capaccio Paestum, una gestione avviata fin dal 2011, molto tempo prima del mio arrivo.
L’intervento fiume e la difesa di Franco Alfieri
Subito dopo l’audizione del suo ex collaboratore, Franco Alfieri ha letto una lunga dichiarazione spontanea, durata circa un’ora, finalizzata a offrire un contributo di verità su una vicenda complessa che ha travolto la vita di molte persone. L’ex primo cittadino ha ripercorso le tappe dell’inchiesta giudiziaria, soffermandosi sulle intercettazioni e sull’impatto mediatico dell’indagine.
“Per un anno e mezzo sono stato al Grande Fratello, sono stato intercettato in ogni luogo”, ha affermato Alfieri, respingendo punto per punto le accuse mosse nel corso del procedimento. Tra i vari temi affrontati, l’ex sindaco ha chiarito la propria posizione in merito alla Alfieri Impianti, specificando di “non aver mai amministrato l’azienda di famiglia”.
Nel corso della sua esposizione, Alfieri ha inoltre risposto alle dichiarazioni rese dal suo principale accusatore, Carmelo Pagano, secondo il quale l’ex amministratore locale avrebbe esercitato un controllo pervasivo sulla vita amministrativa e sugli appalti pubblici, definendo tali ricostruzioni del tutto infondate.

