Processo Franco Alfieri: chiusa l’istruttoria. L’ex Sindaco rompe il silenzio: «intercettato in ogni luogo»

Scritto il 18/09/2026
da Maria Emilia Cobucci

Chiusa la fase istruttoria al Tribunale di Vallo della Lucania sul caso appalti a Capaccio Paestum. Le dichiarazioni di Franco Alfieri e dell'ex capostaff Campanile

Si è conclusa ieri pomeriggio, presso il Tribunale di Vallo della Lucania, la fase istruttoria del processo che vede imputato Franco Alfieri, ex Sindaco di Capaccio Paestum ed ex Presidente della Provincia di Salerno, accusato di presunte irregolarità nelle gare d’appalto per la pubblica illuminazione nella città dei Templi. Un’udienza cruciale, contrassegnata dalle dichiarazioni spontanee rese ai giudici dallo stesso Alfieri, protagonista di un intervento fiume durato circa un’ora, e dal suo ex capo di staff Andrea Campanile.

Le chiare smentite dell’ex capo di staff Andrea Campanile

Ad aprire gli interventi di giornata è stato Andrea Campanile, ex capostaff di Alfieri, intenzionato a chiarire fin da subito la propria posizione nel procedimento:

“Il mio ruolo era di capostaff del Sindaco e non ho mai avuto la capacità e la volontà di condizionare le gare d’appalto del Comune. L’interlocuzione con i responsabili della società Dervit nasceva dalla necessità di dialogare con la società che si occupava del funzionamento e della gestione degli impianti di pubblica illuminazione nel comune di Capaccio Paestum. Gestione che avveniva fin dal 2011, molto tempo prima del mio arrivo.”

L’intervento di Franco Alfieri: “Un anno e mezzo di intercettazioni, chiarirò la verità”

Subito dopo è stato il turno dell’ex primo cittadino. Franco Alfieri ha affidato alle sue parole il compito di smontare il quadro accusatorio, definendo la sua deposizione un contributo di verità su una vicenda complessa che ha travolto la vita di molte persone.

“Per un anno e mezzo sono stato al Grande Fratello, sono stato intercettato in ogni luogo”, ha affermato Alfieri durante l’udienza.

L’ex Presidente della Provincia ha ripercorso i punti salienti delle contestazioni, smentendo qualsiasi ingerenza nella gestione dell’azienda di famiglia, la Alfieri Impianti: “Non ho mai amministrato la ditta di famiglia”, ha ribadito con fermezza.

La difesa sul caso “Alfieri Impianti” e le accuse di Pagano

Sulla presunta “amministrazione di fatto” contestata dalla Procura è intervenuto anche il legale difensore Agostino De Caro, precisando la natura dei contatti telefonici finiti negli atti:

“L’accusa ha utilizzato tre telefonate intercorse tra Franco Alfieri e la sorella per dimostrare un’assurda amministrazione di fatto da parte di Franco Alfieri della società Alfieri Impianti. Alfieri ha chiarito che quelle tre telefonate erano relative a tre vicende specifiche nelle quali lui si è limitato a girare dei messaggi o a fornire delle informazioni alla sorella che non avevano nulla a che fare con l’amministrazione di fatto dell’Alfieri Impianti. Franco Alfieri non ha mai amministrato neanche una piccola parte dell’Alfieri Impianti. Questo è chiaro e noi difensori abbiamo sempre evidenziato l’insussistenza di questo elemento sul quale si costruisce una parte significativa della corruzione.”

In conclusione del suo intervento, Franco Alfieri si è difeso dalle dichiarazioni di Carmelo Pagano, ritenuto il suo principale accusatore, secondo il quale l’ex Sindaco avrebbe gestito in prima persona l’attività amministrativa e gli appalti pubblici del Comune. Accuse che l’ex sindaco ha bollato come del tutto infondate.