La televisione italiana si prepara a trasmettere la storia di Carlo Acutis, il quindicenne londinese di origini brianzole noto come il santo di Internet. Canale 5 manderà in onda in prima serata il lungometraggio intitolato “Il mio nome è Carlo”, offrendo al pubblico un ritratto intimo e profondo di un’esistenza breve ma straordinariamente intensa. L’appuntamento televisivo è fissato per domenica 27 settembre, con la possibilità di seguire la trasmissione anche in streaming sulla piattaforma Mediaset Infinity.
La fede precoce e l’impegno silenzioso nel quotidiano
Nato a Londra nel 1991 e scomparso nel 2006 all’ospedale San Gerardo di Monza a causa di una leucemia fulminante, Acutis ha lasciato un segno profondo nella comunità locale e internazionale. Chi lo ha conosciuto ne ricorda la bontà d’animo contagiosa e una spiritualità fuori dal comune. Come raccontato più volte dalla madre Antonia, il ragazzo partecipava quotidianamente alla Messa e dedicava parte del proprio tempo ad aiutare i senzatetto e le persone in difficoltà a Milano, operando sempre nell’ombra e nel silenzio. La sua intuizione di utilizzare la rete per diffondere la parola di Dio gli è valsa l’appellativo di patrono del web.
Dal riconoscimento della santità al legame con il territorio
La devozione per il giovane è cresciuta esponenzialmente in tutto il mondo dopo la sua scomparsa, portando Papa Francesco a proclamarlo beato nel 2018. Il percorso verso la canonizzazione è stato suggellato dal riconoscimento di un miracolo in Brasile, dove un bambino di dieci anni affetto da una grave anomalia al pancreas è guarito dopo aver toccato una reliquia. Dal 2019 le spoglie riposano nel santuario della Spogliazione ad Assisi, dove il giovane è sepolto con indumenti casual come jeans e felpa. Il legame con la spiritualità si estende anche al Cilento, terra d’origine della madre Antonia a Centola, dove il giovane era particolarmente devoto al santuario di San Mauro La Bruca, luogo scelto spesso per la preghiera.
Le fasi della giovinezza riproposte sul piccolo schermo
Il lungometraggio in arrivo sulla rete ammiraglia Mediaset ricostruisce i momenti salienti della vita del beato attraverso diverse tappe cronologiche. La narrazione cinematografica si concentra sull’infanzia a sei anni, sull’adolescenza a undici e infine sugli ultimi mesi vissuti con grande forza d’animo nonostante la malattia. L’opera punta a far conoscere alle nuove generazioni un modello di santità contemporaneo, capace di coniugare la normalità della vita di un ragazzo moderno con una profonda dedizione agli altri.

