Buone notizie per i comuni interessati dai lavori per l’Alta Velocità Battipaglia-Romagnano. Arriva infatti un finanziamento di 83milioni di euro che non si limita a mitigare i disagi legati ai cantieri, ma si configura come un investimento strategico destinato a ridefinire il collegamento tra la Piana del Sele e i comuni delle aree interne, puntando su mobilità, servizi e occupazione.
Come vengono ripartiti i fondi nei comuni interessati
Il piano delle risorse vede una distribuzione mirata a coprire diverse realtà territoriali direttamente interessate dal tracciato ferroviario. Il comune di Eboli riceve la quota maggiore con 27,4 milioni di euro, seguito da Campagna con 17,3 milioni e Buccino con 15,7 milioni. Completano il quadro degli stanziamenti Contursi Terme con 13,9 milioni, Sicignano degli Alburni con 8,2 milioni e Palomonte con 500 mila euro. A questi interventi si aggiunge la riqualificazione dello scalo ferroviario di Battipaglia, un tassello fondamentale per potenziare il sistema dei trasporti locali e migliorare l’integrazione territoriale.
La visione sindacale per il rilancio occupazionale e territoriale
Le organizzazioni sindacali sottolineano l’importanza di non disperdere questi fondi in interventi isolati, ma di inserirli in una pianificazione unitaria e condivisa. Marilina Cortazzi, segretaria generale della Cisl Salerno, evidenzia la necessità di sfruttare l’occasione per colmare i divari territoriali: “Per la Cisl Salerno, il valore di questa operazione sta nella possibilità di utilizzare le opere compensative per rafforzare una parte della provincia che ha bisogno di nuove connessioni, servizi e opportunità. Queste risorse devono essere inserite in una programmazione condivisa, capace di collegare la Piana del Sele alle aree interne e mettere in relazione mobilità, servizi, attività produttive e lavoro”.
Sulla stessa linea interviene Giuseppe Marchesano, segretario generale della Filca Cisl Salerno, che rimarca l’impatto economico e sociale degli investimenti: “Le opere compensative non devono essere una somma di interventi separati, ma investimenti capaci di amplificare la ricaduta della grande infrastruttura, rafforzando la dotazione dei Comuni interessati, sostenendo le attività economiche e creando condizioni più favorevoli per nuovi investimenti e occupazione”. La sfida centrale resta quella di trasformare lo stanziamento in una rete integrata capace di offrire stabilità e prospettive concrete alle comunità locali.

