Salerno e San Matteo, un abbraccio che si rinnova ogni anno tra fede e identità

Scritto il 22/09/2026
da Federica Inverso

Il racconto della festa patronale di Salerno il 21 settembre: dal solenne Pontificale alla processione di San Matteo e i fuochi sul mare

C’è un giorno in cui sembra essere ancora più bello essere salernitani. È il 21 settembre, quando la città si stringe attorno a San Matteo, il suo santo patrono. Una giornata che da sempre lega fede e identità, devozione e appartenenza: una tradizione lunga secoli che torna a prendere vita tra le strade del capoluogo.

Un rito che comincia molto prima dell’uscita delle statue dal Duomo: già di prima mattina, nel cuore della Cattedrale, si preparano i Santi, si sistemano i fiori e si riuniscono le paranze. È lì che prende forma una delle ricorrenze più sentite per Salerno, la giornata in cui la città si ferma, si ritrova e, per qualche ora, sembra respirare allo stesso ritmo.

Il solenne Pontificale e le autorità in Cattedrale

Alle ore 11:00 si è tenuto il solenne Pontificale in Cattedrale, presieduto da monsignor Filippo Iannone, prefetto del Dicastero per i Vescovi, insieme all’arcivescovo Andrea Bellandi. Tra i presenti anche Vincenzo De Luca, tornato a partecipare alle celebrazioni di San Matteo con la fascia tricolore da sindaco di Salerno.

La solenne processione per le vie del centro di Salerno

Alle ore 18:00 si è svolta la tradizionale uscita dei Santi: prima i Santi Martiri Gaio, Ante e Fortunato, poi San Gregorio VII, San Giuseppe e, a chiudere il corteo, San Matteo. Le paranze hanno portato i simulacri lungo le strade del centro storico e cittadino, accompagnati dalle bande musicali e da una folla sempre più numerosa.

Il corteo ha attraversato via Duomo, via dei Mercanti, corso Vittorio Emanuele, corso Garibaldi e via Roma. Successivamente si sono tenute le soste tradizionali: il saluto alla Guardia di Finanza, il passaggio in piazza Cavour per la benedizione al mare e la tappa a Palazzo di Città, dove il Santo ha idealmente incontrato la comunità civile. Lungo il percorso si è registrato anche il ritorno di De Luca tra la sua gente, con il primo cittadino che ha seguito la processione ed è stato accolto in più punti da applausi e strette di mano.

La festa a Largo Campo e la corsa sulle scale del Duomo

Nel corso della festa, la sosta a Largo Campo ha regalato una delle immagini più colorate della processione: qui il passaggio dei Santi si è trasformato nella festa dei bambini, tra palloncini, colori, persone affacciate alle finestre e una piazza stretta attorno alle statue e al Santo Patrono, dove si sente vivo l’orgoglio di appartenenza alla comunità salernitana.

Infine, il rientro verso la Cattedrale. Le paranze hanno affrontato la salita e, davanti al Duomo, è arrivato uno dei momenti più attesi: la tradizionale corsa sulle scale, con i Santi che sono risaliti lungo lo scalone accompagnati dall’entusiasmo della folla. Il rito religioso è poi proseguito nella Cripta con la celebrazione conclusiva.

I fuochi pirotecnici a mare chiudono le celebrazioni

A concludere una giornata ricca di colori, entusiasmo e devozione, a mezzanotte Salerno ha guardato verso il mare. Dal Molo Masuccio Salernitano sono partiti i tradizionali fuochi d’artificio di San Matteo, l’ultimo atto di un evento lungo e intenso.

Ancora una volta un’intera città si è ritrovata attorno al suo Patrono. A Salerno, infatti, San Matteo non rappresenta soltanto una festa, ma una giornata in cui la comunità si riconosce nelle sue strade, nei suoi colori, nelle sue voci e nelle sue tradizioni più profonde.