Il gran finale del Premio Sele d’Oro con Amara, Ermal Meta e Fabrizio Moro

Scritto il 23/09/2026
da Ernesto Rocco

Il trenta settembre a Oliveto Citra la chiusura del Premio Sele d'Oro con Amara, Ermal Meta e Fabrizio Moro per sostenere la candidatura al Nobel per la Pace

Oliveto Citra si prepara a ospitare l’atto conclusivo della quarantaduesima edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno. Mercoledì trenta settembre duemilaventisei, a partire dalle ore ventuno, Piazza Europa farà da cornice a “Mediterranei – Osare la Pace”, un grande evento a ingresso libero che vedrà protagonisti tre dei cantautori più apprezzati del panorama nazionale: Amara, Ermal Meta e Fabrizio Moro.

La serata combinerà la forza espressiva della musica d’autore con la testimonianza civile, trasformando la piazza in uno spazio di condivisione e riflessione. La conduzione dell’appuntamento sarà affidata al giornalista Gianmaurizio Foderaro di Radio Rai e Rai Isoradio, media partner dell’iniziativa, mentre la produzione porta la firma di Gianni Sergio per Palco Reale.

Musica e impegno civile per la candidatura al Nobel per la Pace

Il fulcro dell’evento risiede nel sostegno alla proposta di conferire il Premio Nobel per la Pace a Rami Elhanan e Bassam Aramin. Si tratta di due padri, uno israeliano e uno palestinese, uniti da un tragico lutto: entrambi hanno perso le figlie a causa del conflitto in Medio Oriente. Anziché cedere all’odio, hanno scelto di fondare il loro impegno sul dialogo e sulla riconciliazione tra i popoli.

Il Comune di Oliveto Citra e il comitato direttivo del premio hanno aderito formalmente al comitato promotore per la candidatura internazionale. Questa scelta trova eco nelle parole del direttore generale Giuseppe Pignata: «Il Mediterraneo è una terra di incontri e contaminazioni, ma anche un luogo attraversato da divisioni, guerre e nuove fratture. “Osare la pace” significa non considerarla un’aspirazione astratta, ma una scelta da compiere anche quando appare più difficile: riconoscere l’umanità dell’altro, interrompere la catena dell’odio e assumersi la responsabilità del dialogo».

Coinvolgimento attivo delle nuove generazioni e dei giovani

Un’attenzione particolare sarà riservata al mondo della scuola attraverso il lancio del percorso formativo “Giovani ambasciatori di pace”. L’iniziativa mira a far conoscere agli studenti la storia di Rami Elhanan e Bassam Aramin, offrendo loro uno spazio di riflessione e partecipazione diretta durante il concerto.

Per favorire la presenza degli istituti scolastici, l’organizzazione ha riservato un contingente di posti a sedere dedicati. I ragazzi saranno chiamati a elaborare pensieri, domande e impegni personali che troveranno spazio nella comunicazione ufficiale dell’evento. Come sottolineato dal direttore generale Giuseppe Pignata, l’obiettivo è fare in modo che i giovani «non siano soltanto spettatori, ma protagonisti e portavoce di un messaggio destinato a continuare anche dopo il concerto».