Agropoli verso il voto: accordi e trattative in corso. Tre poli in campo per le prossime elezioni comunali

Scritto il 27/09/2026
da Ernesto Rocco

Analisi della politica ad Agropoli in vista delle comunali. Tre schieramenti delineano la campagna elettorale tra trattative e alleanze

Dopo un’estate segnata da polemiche legate agli eventi e alla qualità del turismo, ci si attendeva un settembre particolarmente vivace sotto il profilo politico ad Agropoli. Tuttavia, la campagna elettorale non è ancora ufficialmente iniziata. Sotto la superficie si registrano i primi movimenti, le trattative e gli accordi, ma la fase degli annunci e delle promesse formali resta lontana. Il panorama politico locale si sta progressivamente articolando su tre fronti principali: l’amministrazione uscente, l’attuale opposizione e un terzo polo.

La strategia dell’amministrazione uscente e il nodo dei partiti

Il sindaco in carica, Roberto Mutalipassi, ha annunciato la propria ricandidatura già da diversi mesi. La scelta, più che sua, è dei suoi sostenitori. Eppure da più parti si ha la consapevolezza di una debolezza politica, una caratteristica che se da un lato rassicura gli alleati perché garantisce libertà di azione, dall’altro alimenta il timore di una disfatta elettorale. L’obiettivo primario resta, pertanto, la conferma della squadra amministrativa uscente. Questa scelta risponde a una duplice esigenza: evitare che una crisi della leadership inneschi lotte di successione capaci di disperdere il gruppo e scongiurare ulteriori debolezze.

Il lavoro si concentrerà quindi sulla composizione di liste per renderle ancora più forti di cinque anni fa. Queste includeranno le tradizionali civiche e quelle partitiche del campo largo, in particolare il Partito Democratico e Alleanza Verdi Sinistra. Questi ultimi, pur lavorando su più tavoli e mostrando attenzione ad altre proposte, sosterranno il gruppo uscente. Risulta invece paradossale la posizione del Movimento 5 Stelle. Sebbene un campo largo dovrebbe teoricamente prevedere la loro adesione, gli attivisti locali hanno storicamente osteggiato questo sistema politico. Tale posizione genera imbarazzo sia all’interno del gruppo pentastellato sia tra i potenziali alleati, che non sembrano intenzionati ad aprire le porte agli ex grillini. Una chiusura analoga si registra sul fronte di Raffaele Pesce, il quale ha evidenziato notevoli difficoltà di dialogo con la portavoce locale. Insomma nessuno è disponibile ad accogliere la lista con gli attuali organi dirigenti.

L’opposizione e le nuove alleanze in vista del voto

Proprio Pesce ha tracciato da tempo il suo percorso politico. Rispetto a cinque anni fa, quando rappresentava la novità e l’antisistema, si avverte un fisiologico ridimensionamento dell’entusiasmo popolare attorno alla sua figura, che lo stesso Pesce sta cercando di compensare attraverso la costruzione di nuove alleanze. Al suo fianco ci sarà Massimo La Porta, che lo ha affiancato in questo quinquennio di opposizione e che sta consolidando i propri consensi grazie a una mirata strategia di comunicazione social, quella che manca allo stesso Pesce e all’amministrazione in carica.

Il terzo polo e il ruolo del centrodestra

Il terzo polo, infine, si delinea attorno a un gruppo che potrebbe vedere il ritorno in campo di Adamo Coppola, ex sindaco sfiduciato cinque anni fa per favorire l’ascesa di Mutalipassi. Una scelta che ha portato a tanti ripensamenti e che a distanza di cinque anni fa ancora discutere. Dal suo canto l’ex primo cittadino sembra aver ritrovato passione e senso di responsabilità verso la sua comunità (sentimenti persi dopo il tradimento del 2022) e sarebbe pronto a rimettersi in gioco.

Insieme a lui potrebbero esserci i dissidenti dell’attuale amministrazione e alcuni ex alleati, tra cui emergono i nomi dell’ex assessore Emidio Cianciola, del consigliere Michele Pizza e del presidente del consiglio Franco Di Biasi. Il candidato sindaco sarebbe proprio uno tra Coppola e Cianciola.

Resta infine da valutare la collocazione degli esponenti del centrodestra. In un contesto in cui il civismo tenderà a prevalere sui simboli di partito, le forze moderate potrebbero posizionarsi in qualsiasi raggruppamento, con l’unica eccezione dell’amministrazione uscente, bersaglio di ripetute critiche. Il quadro politico agropolese resta pertanto in costante fermento e suscettibile di ulteriori evoluzioni.