Infermieri e solitudine nei reparti: il cinema per fermare il burnout

Scritto il 01/10/2026
da Ernesto Rocco

Giornata di studio a Eboli del Nursind Salerno per affrontare carenza di organico, burnout e carichi di lavoro degli infermieri attraverso il cinema.

La professione infermieristica negli ospedali italiani si scontra quotidianamente con carichi di lavoro gravosi, carenza di organico e un profondo senso di isolamento. Per affrontare queste criticità e trasformare il disagio in un’occasione di crescita collettiva, il Nursind Salerno ha organizzato una giornata di studio e confronto basata sulla proiezione del film L’ultimo turno. L’iniziativa si è svolta presso il Cilento Outlet di Eboli, offrendo ai partecipanti nove virgola nove crediti Ecm grazie alla collaborazione con Pegaso Lavoro.

Dal cinema alle criticità del servizio sanitario

L’evento ha visto la partecipazione di numerosi infermieri, infermieri pediatrici e operatori sanitari, oltre alla presenza di Cosimo Cicia, presidente dell’Ordine degli Infermieri di Salerno. L’utilizzo del linguaggio cinematografico ha permesso di analizzare in modo diretto i problemi reali dei reparti, dai ritmi usuranti alla difficoltà di garantire standard elevati di assistenza senza compromettere la sicurezza dei pazienti e la salute degli operatori.

Durante il dibattito si è discusso ampiamente del rischio di burnout e della perdita di attrattività della professione per le nuove generazioni. Al contempo, i lavori si sono concentrati sulle prospettive di valorizzazione delle competenze avanzate e sul ruolo strategico che l’infermiere riveste all’interno dei nuovi modelli di assistenza territoriale, evidenziando la necessità di un cambiamento strutturale.

Una battaglia di civiltà per la sanità

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda che ha favorito lo scambio di esperienze e soluzioni tra i professionisti presenti, ribadendo l’importanza dell’azione comune per rompere la solitudine delle corsie. A suggellare il senso dell’iniziativa sono state le parole dei promotori:

«Attraverso il linguaggio del cinema abbiamo voluto dare forma e voce a un disagio che i nostri professionisti vivono ogni giorno nel silenzio delle corsie», hanno dichiarato Biagio Tomasco e Giovanni Aspromonte. «Parlare di carichi di lavoro, carenza di organico e rischio burnout non è una rivendicazione di parte, ma una battaglia di civiltà: proteggere la salute e la dignità degli infermieri significa difendere direttamente la sicurezza dei pazienti e la tenuta dell’intero sistema sanitario regionale e nazionale».