Franco Alfieri torna libero: revocato l’obbligo di dimora a Torchiara

Scritto il 06/10/2026
da Ernesto Rocco

Il Tribunale di Salerno revoca l'ultima misura cautelare a Franco Alfieri dopo due anni dall'arresto. Restano aperti i processi su appalti e voto di scambio.

A due anni esatti dall’arresto, il Tribunale di Salerno ha revocato l’ultima misura cautelare a carico di Franco Alfieri, ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno. Con la decisione presa questa mattina, cade l’obbligo di dimora nel comune di residenza, Torchiara, e l’esponente politico torna in piena libertà.

La decisione dei giudici di Salerno

Il provvedimento porta la firma dei giudici della prima Sezione penale del Tribunale di Salerno, in composizione collegiale. Il collegio ha accolto l’istanza di revoca presentata dai difensori, gli avvocati Agostino De Caro e Domenicantonio D’Alessandro.

La misura appena cancellata era l’unica ancora in vigore. Alfieri vi era sottoposto dal 10 luglio scorso, nell’ambito del procedimento sul presunto patto politico-mafioso in occasione delle elezioni Amministrative del 2019.

Due anni di misure cautelari: il percorso

Il cammino giudiziario delle restrizioni si è sviluppato in più fasi:

  • 26 giorni nella casa circondariale di Fuorni, a Salerno, dopo l’arresto;
  • 20 mesi di detenzione domiciliare;
  • 3 mesi di obbligo di dimora a Torchiara.

Sul fronte dell’inchiesta relativa alla vicenda Dervit, il Tribunale di Vallo della Lucania aveva già revocato in precedenza la stessa misura non custodiale dell’obbligo di dimora.

I procedimenti ancora aperti

La revoca delle misure cautelari non chiude la partita giudiziaria. Alfieri è infatti imputato in due processi:

  • Appalti della pubblica illuminazione, davanti al Tribunale di Vallo della Lucania: le accuse sono turbata libertà degli incanti e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, in concorso, oltre a falso ideologico;
  • Presunto scambio elettorale politico-mafioso con il pregiudicato Roberto Squecco, in corso a Salerno.

Nell’indagine sul sottopasso di Paestum, inoltre, è stato chiesto il rinvio a giudizio.