La Regione Campania ha disposto il rilancio e il potenziamento della misura destinata al sostegno psicologico gratuito per minori di età compresa tra i 3 e i 17 anni (18 anni non compiuti). L’intervento si rivolge prioritariamente a bambini e adolescenti che vivono contesti di svantaggio sociale o che si trovano a rischio di esclusione, con l’obiettivo di prevenire il disagio comportamentale ed emotivo e promuovere l’inclusione sociale. Basata sull’articolo 41 della legge regionale n. 5 del 2021, l’iniziativa è realizzata in stretta sinergia con l’Ordine degli Psicologi della Campania e prevede la totale copertura finanziaria delle sedute da parte delle risorse regionali.
La procedura di accesso e il ruolo dei medici
L’accesso al percorso di assistenza psicologica gratuita avviene attraverso una precisa filiera socio-sanitaria. L’iter viene avviato su segnalazione e prescrizione del pediatra di libera scelta o del medico di medicina generale, ai quali spetta la valutazione preliminare del bisogno del minore.
Ottenuta l’indicazione medica, la famiglia ha la possibilità di selezionare il professionista di riferimento all’interno dell’elenco ufficiale predisposto dall’Ordine degli Psicologi della Campania. L’iniziativa consolida un modello d’intervento integrato che posiziona la regione tra le realtà più avanzate sul piano della tutela della salute mentale e del benessere psicologico dei cittadini.
I dati della prima fase del progetto
L’efficacia e il gradimento del servizio trovano riscontro nei numeri registrati durante il primo anno di attività. L’adesione della rete professionale e la risposta della cittadinanza hanno evidenziato un’ampia richiesta di supporto sul territorio regionale:
- 1.029 psicologi aderenti inseriti nell’elenco dedicato;
- 2.351 minori presi in carico ed assistiti;
- 15.200 sedute complessivamente erogate.
Le dichiarazioni delle istituzioni regionali
Il valore strategico della misura è stato evidenziato dai vertici dell’amministrazione regionale.
«Il benessere psicologico dei bambini e degli adolescenti è una responsabilità collettiva che deve tradursi in interventi concreti, accessibili a tutte le famiglie, a partire da quelle che vivono maggiori difficoltà. Con il rilancio di questa misura vogliamo offrire un aiuto reale ai più giovani, intervenendo tempestivamente sulle situazioni di disagio e garantendo un sostegno che non dipenda dalle possibilità economiche delle famiglie. Investire nell’equilibrio emotivo dei minori significa tutelare il loro diritto a crescere serenamente, prevenire nuove forme di fragilità e costruire una comunità più attenta e inclusiva», dichiara il presidente della Regione Campania, Roberto Fico.
Sull’importanza della prevenzione e della tutela della crescita interviene l’assessore regionale alle Politiche sociali e alla Scuola, Andrea Morniroli: «È dovere delle istituzioni creare le condizioni affinché ogni bambino e adolescente possa crescere in un ambiente sereno, sviluppare le proprie capacità e costruire relazioni positive. Salvaguardare i più giovani significa riconoscere che l’infanzia e l’adolescenza sono fasi decisive della vita, nelle quali si costruiscono l’identità, la fiducia in sé stessi e il rapporto con gli altri. È nostra responsabilità proteggere questi percorsi di crescita, affinché le difficoltà personali o familiari non compromettano le possibilità di sviluppo. Questa misura va proprio in tale direzione, offrendo un aiuto concreto alle famiglie e contribuendo a rendere la tutela della salute mentale parte integrante delle politiche sociali regionali».
La dimensione di rete e la diagnosi precoce sono state sottolineate da Bruna Fiola, presidente della commissione consiliare Istruzione e Cultura, Ricerca scientifica e Politiche sociali: «Intervenire precocemente sul disagio psicologico dei minori significa anche prevenire difficoltà che possono incidere sul percorso scolastico, sulle relazioni e sulla partecipazione alla vita sociale. Il coinvolgimento dei pediatri, dei medici di famiglia e degli psicologi consente di costruire una rete di attenzione e supporto intorno ai più giovani, valorizzando il ruolo della prevenzione. È importante rafforzare questo modello di collaborazione tra istituzioni e professionisti, affinché i segnali di disagio possano essere riconosciuti e affrontati prima che si aggravino».

