La sicurezza lungo l’autostrada A2 del Mediterraneo torna al centro dell’attenzione pubblica a causa dell’incremento costante di sinistri gravi e mortali. Il tratto compreso tra i comuni di Pontecagnano, Battipaglia, Eboli, Campagna e Contursi Terme registra con frequenza crescente episodi drammatici che causano vittime, feriti e il blocco prolungato della circolazione stradale. L’ennesimo scontro avvenuto nei giorni scorsi e che ha provocato la morte di un autotrasportatore nei pressi di Sicignano degli Alburni, ripropone la necessità di individuare i fattori di rischio presenti in un’arteria viaria a tre corsie, rettilinea e strutturalmente moderna, dove gli incidenti si verificano anche in assenza di condizioni meteorologiche avverse. A chiederlo sono i tanti automobilisti che quotidianamente transitano in zona.
L’escalation dei dati e la mappa del rischio
Le statistiche relative agli ultimi dodici mesi, fanno sapere con un appello diffuso online, delineano un quadro di evidente criticità per la viabilità del territorio salernitano. I dati evidenziano una recrudescenza del fenomeno rispetto all’anno precedente: si contano infatti almeno 8 incidenti mortali e 9 vittime complessive nel tratto analizzato, cifra che risulta raddoppiata rispetto ai dodici mesi precedenti.
Oltre ai sinistri con esito fatale, la quotidianità dell’infrastruttura è segnata da numerosi impatti che provocano danni ingenti ai veicoli, lesioni agli occupanti e pesanti ripercussioni sulla fluidità del traffico passeggeri e merci. La regolarità dei tratti rettilinei, associata alla presenza delle tre corsie per senso di marcia, non si sta rivelando un fattore sufficiente a garantire la sicurezza degli automobilisti.
Le ipotesi sulle cause e le richieste agli enti gestori
Di fronte all’incremento delle tragedie autostradali, si rende indispensabile un’analisi tecnica approfondita capace di superare la logica della fatalità. Le possibili cause richiedono un vaglio analitico da parte degli organismi preposti, focalizzandosi su fattori quali l’eccesso di velocità, la distrazione alla guida, la tenuta dell’asfalto, la visibilità della segnaletica, l’efficacia delle barriere di protezione e la frequenza dei controlli.
La richiesta di chiarimenti e interventi si rivolge direttamente ad ANAS, alla Polizia Stradale e alle istituzioni competenti. Viene sollecitata un’indagine tecnica accurata, la pubblicazione dei dati di incidentalità, l’incremento delle pattuglie sul territorio e l’adozione di misure di prevenzione idonee a ridurre il tasso di rischio. Come evidenziato nell’appello: “Servono un’analisi seria di questo tratto, dati pubblici, maggiori controlli, pattugliamenti, verifiche tecniche sulla strada e interventi concreti di prevenzione”.
Trasparenza e prevenzione per la tutela degli automobilisti
Il superamento dell’emergenza richiede un cambio di passo nella gestione della sicurezza viaria dell’A2. La prevenzione e il monitoraggio costante rappresentano gli unici strumenti in grado di fermare una scia di incidenti che impatta fortemente sulle comunità locali e sull’intero sistema di mobilità regionale. L’obiettivo primario resta l’attuazione immediata di verifiche e solleciti operativi, per evitare che la lista delle vittime continui ad allungarsi.

