Il Comitato spontaneo di cittadini “Salviamo Mandia, Catona e Terradura” ha presentato un’istanza popolare sostenuta da 460 sottoscrizioni. Chiede misure straordinarie contro lo spopolamento delle frazioni collinari di Ascea e di Rodio, frazione di Pisciotta. Il documento, firmato il 29 settembre 2026 dal promotore Alessandro Rovezzi, propone una “Zona sperimentale di tutela demografica” della durata iniziale di dieci anni, con fisco agevolato, servizi, casa e imprese. È indirizzato a Comuni, Provincia di Salerno, Regione Campania, Governo e Parlamento.
I numeri dello spopolamento
Secondo il certificato dell’Ufficio demografico di Ascea allegato all’istanza, tra il 2015 e il 7 agosto 2025 le tre frazioni hanno perso complessivamente 107 residenti, passando da 478 a 371 (-22,38%).
- Mandia: da 224 a 173 abitanti (-22,77%)
- Catona: da 163 a 117 abitanti (-28,22%)
- Terradura: da 91 a 81 abitanti (-10,99%)
Il certificato riporta anche il saldo dell’intero territorio comunale nel decennio 2015-2025: 415 nati contro 727 decessi (-312) e 1.432 immigrati contro 2.041 emigrati (-609). Per Mandia, una ricognizione manuale del 2025, che i promotori definiscono non catastale e da verificare ufficialmente, indica il 41,8% degli immobili come abitati e il 58,2% come abbandonati o stagionali. Per Rodio il dato disponibile è quello del Censimento 2021, con 279 abitanti.
Il paradosso di Ascea
Il Comune conta 5.914 residenti al 1° gennaio 2026, ma il dato aggregato, sostiene il Comitato, non racconta la condizione delle frazioni alte. La costa e le aree turistiche non compensano la fragilità demografica e l’isolamento dei borghi collinari. Per questo si chiede alla Regione Campania di avviare un’istruttoria sub-comunale e di valutare il riconoscimento delle tre frazioni come territori con caratteristiche da area interna. Se la Strategia nazionale per le aree interne non lo consente, si chiedono strumenti regionali equivalenti.
Il Comitato precisa il senso dell’iniziativa: «L’obiettivo non è ottenere privilegi, ma chiedere equità territoriale.»
Trasporto scolastico e strade
L’istanza indica come caso emblematico il trasporto scolastico di Mandia. Da circa sei anni le famiglie non dispongono più del servizio verso Ceraso e, nonostante le segnalazioni, non è stata trovata una soluzione stabile. Ascea e Ceraso sono invitate a riaprire l’istruttoria, valutando una convenzione intercomunale, una compartecipazione economica o l’estensione di un percorso.
Il documento richiama anche la situazione della SP 269 e della SP 257, oggetto di una petizione distinta con le stesse firme. Si chiede un programma pluriennale di manutenzione e messa in sicurezza dei collegamenti che garantiscono scuola, sanità, lavoro e protezione civile.
La proposta: una zona sperimentale per dieci anni
La “Zona sperimentale di tutela demografica Mandia – Catona – Terradura – Rodio” andrebbe attuata con atti distinti e coordinati degli enti competenti. Tra le misure:
- fiscalità locale di vantaggio: riduzione o azzeramento dell’IMU dove la legge lo consente, agevolazioni TARI;
- canoni provinciali: riesame del Canone unico e degli oneri per accessi e passi carrabili sulle strade provinciali;
- famiglie e casa: contributi a fondo perduto per acquisto, ristrutturazione e messa in sicurezza della prima casa, con priorità ai nuclei storici e ai giovani;
- imprese: sostegni e riduzioni di tributi per nuove attività commerciali, artigiane, agricole, ricettive e turistiche;
- servizi: trasporto scolastico, trasporto a chiamata, assistenza sociosanitaria di prossimità, connettività e sportelli periodici;
- monitoraggio: pubblicazione annuale di indicatori su residenti, nascite, nuove residenze e attività aperte e chiuse.
Il Comitato precisa che non tutti i tributi possono essere aboliti con un atto comunale o provinciale. Chiede a ciascun ente di usare per intero i propri margini e, dove non bastano, di promuovere le modifiche legislative necessarie.
I modelli da studiare
L’istanza cita esperienze già operative. La Sardegna ha previsto, per il ciclo 2022-2025, contributi fino a 15.000 euro e fino al 50% della spesa per la prima casa, con obbligo di mantenere la residenza. Il Portogallo ha politiche fiscali e di sostegno alle imprese per i territori dell’Interior. La legge n. 158/2017 sui piccoli comuni, che non si applica ad Ascea perché supera i 5.000 abitanti, resta un riferimento di politica pubblica.
Le richieste agli enti e l’ipotesi Ceraso
Il Comitato chiede un tavolo istituzionale entro 60 giorni con Ascea, Pisciotta, Ceraso, Provincia, Regione e strutture nazionali, e un riscontro scritto e motivato entro 30 giorni. A Pisciotta chiede inoltre una serie storica ufficiale della popolazione di Rodio.
Come soluzione di ultima istanza, il documento propone alla Regione di valutare la fattibilità del distacco di Mandia e Catona da Ascea e della loro aggregazione a Ceraso. Si tratterebbe solo di uno studio: l’art. 133 della Costituzione prevede che le popolazioni interessate siano sentite prima di qualsiasi modifica.
Il messaggio finale dell’istanza è netto: «La prevenzione dello spopolamento deve precedere l’abbandono, non seguirlo.»

