Ha un nome l’uomo trovato senza vita nella mattinata di oggi all’interno della sua auto, in località Trentova ad Agropoli. Si chiamava Walter Avallone, aveva 55 anni ed era originario di Eboli. Mentre la comunità prende lentamente coscienza di quanto accaduto, gli investigatori lavorano senza sosta per ricostruire le ultime ore di vita della vittima e individuare il responsabile di un delitto che appare fin da subito particolarmente efferato.
La scoperta e i primi soccorsi
A dare l’allarme è stato un carabiniere fuori servizio che, durante la consueta corsa mattutina, ha notato una Ford B-Max bianca ferma nello spiazzo sterrato e ha visto il corpo dell’uomo accasciato all’interno dell’abitacolo. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, che hanno aperto gli sportelli e hanno potuto soltanto constatare il decesso. Poco dopo sono giunti i carabinieri della compagnia di Agropoli, guidati dal capitano Guido Carlo Decugis e dal comandante di stazione Carmine Perillo, e gli agenti della polizia municipale agli ordini del comandante Maurizio Cauceglia, che hanno delimitato l’area per consentire i rilievi in condizioni di sicurezza.
Una ferita alla gola e segni sul volto
Il quadro che si è presentato agli operatori è stato subito chiaro: l’uomo presentava una profonda ferita dalla gola e segni sul volto. Inizialmente si è pensato ad un fendente invece poi l’ipotesi che la morte sia avvenuto a causa di un colpo d’arma da fuoco. Il medico legale Adamo Maiese ha eseguito un primo esame esterno sul corpo, mentre gli uomini della scientifica hanno passato al setaccio l’auto e il terreno circostante alla ricerca di tracce utili: impronte, residui biologici, segni di pneumatici o altri indizi che possano aiutare a stabilire cosa sia accaduto e in quale ordine. Sarà l’autopsia, che con ogni probabilità verrà disposta dalla magistratura nelle prossime ore, a chiarire con precisione la natura delle lesioni, l’arma utilizzata e l’orario del decesso.
L’arma ancora non c’è
Uno dei nodi centrali dell’inchiesta è proprio l’arma del delitto, che al momento non è stata trovata. Gli investigatori non escludono che chi ha colpito possa essersene disfatto lungo la fuga.
Le telecamere e gli ultimi spostamenti
Un contributo potenzialmente decisivo potrebbe arrivare dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. I carabinieri stanno acquisendo e analizzando i filmati per ricostruire il percorso compiuto dalla Ford B-Max prima di fermarsi nello spiazzo, capire se Avallone fosse solo o accompagnato e se altri veicoli lo abbiano seguito o raggiunto. Allo studio, verosimilmente, anche l’analisi dei tabulati telefonici e dei contatti recenti della vittima, passaggio ormai consueto in indagini di questo tipo, per capire con chi avesse avuto rapporti nelle ultime ore e il motivo della sua presenza in un luogo isolato.
Le piste e il silenzio degli inquirenti
Sul movente il riserbo è massimo e nessuna pista, al momento, viene ufficialmente esclusa né privilegiata. Gli inquirenti stanno ascoltando familiari, conoscenti e chiunque possa fornire elementi sulla vita e sulle frequentazioni dell’uomo, nel tentativo di delineare il contesto in cui è maturato il delitto. Un lavoro paziente, fatto di verifiche incrociate, che richiederà tempo.
L’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, guidata dal procuratore Francesco Rotondo, presente sul posto. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori sviluppi, a partire dagli esiti degli accertamenti medico-legali e dall’analisi delle immagini registrate dalle telecamere.

