I finanziamenti regionali destinati agli eventi e alle luminarie di Natale in Campania riaccendono il dibattito politico ed economico sulla gestione delle risorse tra i grandi centri urbanizzati e i piccoli comuni delle aree interne. La recente programmazione dei fondi per le festività natalizie evidenzia una netta sproporzione nella distribuzione dei contributi, portando in primo piano le difficoltà dei borghi minori, che rischiano di rimanere esclusi dai benefici delle politiche di promozione territoriale e contrasto allo spopolamento.
La mappa dei finanziamenti regionali per il Natale
La ripartizione dei fondi regionali vede una forte concentrazione delle risorse economiche a favore dei soli capoluoghi di provincia. Nel dettaglio, la programmazione attribuisce:
- Napoli: 2,78 milioni di euro
- Salerno: 2,75 milioni di euro (assegnati con delibera del 18 settembre 2025)
- Avellino: 610 mila euro
- Benevento: 550 mila euro
- Caserta: 480 mila euro
Il nuovo meccanismo di calcolo per l’assegnazione dei contributi poggia su tre parametri fondamentali: la popolazione residente, le presenze registrate nelle strutture ricettive e una specifica premialità territoriale riservata alle province caratterizzate da un’alta incidenza di aree interne.
Il nodo politico della premialità territoriale
Proprio l’applicazione di questo criterio ha sollevato forti perplessità tra le amministrazioni locali dei centri minori. I sindaci della Lega evidenziano come la presenza delle aree fragili serva a generare la premialità economica a livello provinciale, senza però che tali risorse raggiungano concretamente i paesi che ne determinano il diritto.
In una nota congiunta, gli amministratori locali chiariscono la natura della contestazione: «Proprio questo criterio pone una questione politica evidente: se le aree interne contribuiscono a determinare la premialità, anche i loro piccoli comuni devono poter beneficiare concretamente delle risorse. Finanziare il capoluogo non significa automaticamente sostenere i paesi della provincia. Il riconoscimento delle fragilità territoriali deve tradursi in interventi che raggiungano anche le comunità più piccole».
Le differenze strutturali tra città e borghi
Le disparità non riguardano solo i trasferimenti pubblici, ma investono la capacità stessa dei territori di attrarre investimenti privati. I capoluoghi godono di un tessuto economico strutturato, in grado di generare sponsorizzazioni private e contributi diretti da parte delle attività commerciali per l’allestimento di attrazioni e luminarie.
Al contrario, nei comuni minori le iniziative poggiano sui sacrifici dei pochi esercenti locali, delle associazioni di volontariato e dei bilanci comunali. Come sottolineato dai sindaci: «Le grandi città possono contare su un tessuto commerciale più ampio, maggiori opportunità di sponsorizzazione e più possibilità di organizzare eventi e luminarie con il contributo delle attività economiche. Nei piccoli comuni, invece, i pochi commercianti presenti fanno già molto, spesso con sacrificio, mentre amministrazioni e associazioni operano con risorse limitate. Proprio questi territori meriterebbero un sostegno pubblico più incisivo».
La proposta per la valorizzazione delle aree interne
Per superare l’attuale stallo e garantire pari dignità ai territori provinciali, viene avanzata alla Regione Campania la richiesta formale di istituire canali di finanziamento dedicati, accessibili anche attraverso forme di collaborazione aggregata tra comuni vicini.
«Chiediamo alla Regione Campania di prevedere risorse specifiche per i piccoli comuni, anche attraverso programmi condivisi tra borghi vicini, con criteri trasparenti e accessibili. Un contributo può significare una piazza illuminated, un appuntamento per i bambini, un’occasione di lavoro per le attività locali e un motivo in più per tornare a vivere i nostri paesi durante le festività», spiegano i rappresentanti locali.
Il tema si inserisce all’interno della più ampia strategia di contrasto allo spopolamento delle zone montane e collinari. Gli eventi culturali e tradizionali rappresentano infatti un presidio d’identità e un volano per la coesione sociale.
I sindaci concludono con un appello all’equità sociale e territoriale: «Il contrasto allo spopolamento e la valorizzazione delle aree interne richiedono coerenza nelle scelte di finanziamento. Le tradizioni natalizie sono parte dell’identità delle nostre comunità e rappresentano occasioni preziose di incontro, partecipazione e accoglienza. La dignità di un territorio non si misura soltanto dal numero degli abitanti o dalle presenze turistiche. Gesù nasce anche nei piccoli comuni: la Regione se ne ricordi quando distribuisce le risorse».

