Scontri dopo Agerola-Ebolitana: otto misure cautelari per gli ultras

Scritto il 15/10/2026
da Ernesto Rocco

I Carabinieri eseguono otto misure cautelari a carico di ultras per i violentissimi scontri avvenuti al termine della gara Agerola-Ebolitana

I Carabinieri delle Stazioni di Agerola e Sant’Antonio Abate hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di otto persone, ritenute responsabili a vario titolo dei reati di rissa aggravata, porto illegale di oggetti atti ad offendere, danneggiamento aggravato, violazione del DASPO e inosservanza delle norme sulla sicurezza nelle manifestazioni sportive. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura della Repubblica, a seguito dei gravi disordini scoppiati al termine dell’incontro di calcio tra Agerola ed Ebolitana, valido per il campionato di Eccellenza e disputatosi il 28 settembre dello scorso anno.

Per uno degli indagati è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre per gli altri sette sono scattate le misure dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le dinamiche della rissa e il materiale sequestrato

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica e sviluppata dai militari dell’Arma, si è articolata attraverso la minuziosa analisi dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza privati presenti nella zona, l’assunzione di sommarie informazioni e mirati controlli stradali. Gli elementi raccolti hanno consentito di ricostruire la dinamica dei fatti, evidenziando una violenta contrapposizione tra le tifoserie al termine del match.

In particolare, le indagini hanno accertato che alcuni ultras del Sant’Antonio Abate avrebbero trasportato a bordo di una vettura numerosi bastoni in legno, mettendoli a disposizione dei complici per lo scontro. Contestualmente, appartenenti alla tifoseria dell’Ebolitana avrebbero scagliato sassi e bastoni contro i veicoli degli avversari, danneggiando gravemente un’auto e provocando la rottura del parabrezza posteriore. Un sostenitore ebolitano avrebbe inoltre utilizzato la propria cintura come arma contundente per colpire la fazione opposta.

Violazione del DASPO e tentativi di depistaggio

Nel corso delle indagini sono emerse ulteriori posizioni rilevanti sotto il profilo penale. Uno degli indagati, già destinatario di un provvedimento di DASPO della durata di quattro anni, avrebbe violato le prescrizioni imposte recandosi scientemente nelle aree di sosta e transito riservate alle tifoserie.

Le perquisizioni domiciliari eseguite dai Carabinieri hanno permesso di rinvenire e sequestrare gli indumenti indossati da uno dei soggetti durante gli scontri, fornendo ulteriore riscontro all’impianto accusatorio. Infine, l’identificazione del conducente dell’autovettura impiegata nei disordini è stata confermata dalle incongruenze rilevate in una denuncia di sinistro presentata alla società di noleggio del veicolo. L’indagato aveva tentato di giustificare i danni al lunotto posteriore sostenendo che fossero stati causati da un impatto accidentale con un ferro sporgente.

Si precisa che il procedimento versa attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le misure cautelari applicate restano suscettibili di impugnazione dinanzi al Tribunale del Riesame e tutti gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna, in ottemperanza al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.