Il Tribunale di Vallo della Lucania ha assolto con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, un Maresciallo Maggiore dei Carabinieri comandante in una stazione nel Cilento, ponendo fine a una lunga e dolorosa vicenda giudiziaria durata cinque anni.
Le origini della vicenda e le accuse
Il procedimento era iniziato nel dicembre 2020, a seguito di una denuncia-querela presentata dall’ex moglie del sottufficiale, all’epoca in servizio presso una Stazione del litorale cilentano. La donna sosteneva di essere stata vittima di presunti maltrattamenti in famiglia, molestie e stalking, scaturiti dalla sua decisione di separarsi.
L’iter cautelare e la decisione del Riesame
Sulla base di quelle dichiarazioni, il GIP aveva inizialmente disposto nei confronti del militare il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Tuttavia già nel febbraio 2021 il Tribunale del Riesame aveva accolto le tesi della difesa, annullando il provvedimento cautelare ritenuto “sproporzionato rispetto ai fatti e ingiustificatamente esteso anche al divieto di avvicinarsi ai minori”.
Smontato l’impianto accusatorio: assoluzione piena
Nel corso dell’articolato iter processuale, la difesa è riuscita a smontare punto per punto l’intero impianto accusatorio, dimostrandone la totale infondatezza. Martedi 14 ottobre il Tribunale vallese ha riconosciuto la piena estraneità del sottufficiale a qualsiasi addebito, restituendogli dignità e onorabilità personale e professionale.
“Ho sempre confidato nella obiettività del giudici e sono infinitamente grato al mio difensore, Francesco Maldonato, per aver creduto nella mia innocenza anche quando tutto cospirava contro di me”, ha dichiarato infine il sottufficiale.

