Quasi 244 ettari di territorio trasformati e cementificati nell’arco di diciotto anni. È questo il dato principale che emerge dal Rapporto sul consumo di suolo curato dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), con i numeri aggiornati al 2024, che fotografa le trasformazioni urbanistiche e territoriali avvenute nel Vallo di Diano.
Nei quindici Comuni del comprensorio salernitano, la superficie complessivamente occupata da suolo consumato ha raggiunto quota quattromila ettari. Un fenomeno in costante avanzamento, seppur con ritmi disomogenei da Municipio a Municipio.
I dati dell’ultimo anno: Polla guida l’incremento nel 2023-2024
Prendendo in esame la variazione registrata tra il 2023 e il 2024, è il Comune di Polla a rilevare l’incremento maggiore, con 2,20 ettari di nuovo suolo consumato.
A breve distanza seguono:
- Atena Lucana: +1,99 ettari
- Sala Consilina: +1,83 ettari
- Sassano: +1,78 ettari
Complessivamente, nell’arco di dodici mesi, il consumo netto nei quindici Comuni del Vallo di Diano è aumentato di circa dodici ettari.
La tendenza dal 2006 al 2024: Sala Consilina al primo posto
Allargando l’orizzonte temporale all’intero periodo monitorato, dal 2006 al 2024, la classifica dei Comuni più impattati cambia assetto. In questi diciotto anni è Sala Consilina a registrare l’incremento più consistente, con 40,48 ettari di terreno sottratti alla natura.
Al secondo posto figura Sassano, con 34,09 ettari, seguita da Teggiano (29,52 ettari) e Atena Lucana (27 ettari).
La percentuale di superficie artificializzata nei Comuni
Un altro indicatore fondamentale riguarda l’incidenza percentuale di superficie artificiale sul totale del territorio comunale. In questo ambito il primato spetta ad Atena Lucana, dove il suolo consumato rappresenta il 12,14% dell’intera estensione territoriale.
Seguono in graduatoria:
- Sala Consilina: 9,32%
- Buonabitacolo: 9,02%
- Polla: 8,78%
All’estremo opposto si collocano Sanza e Monte San Giacomo, che mostrano un’impronta cementificata contenuta, rispettivamente pari all’1,55% e all’1,74%.
Impatto ambientale e sfide per la pianificazione urbanistica
I dati mostrano un territorio in costante mutamento. Il consumo di suolo non include unicamente l’edificazione di nuovi complessi abitativi o industriali, ma comprende la realizzazione di strade, piazzali e infrastrutture pavimentate.
Le ripercussioni di tale fenomeno incidono sull’integrità del paesaggio, sulla preservazione della biodiversità, sulla capacità drenante del terreno rispetto alle acque piovane e sulla regolazione microclimatica locale. La perdita di 244 ettari di suolo agricolo e naturale impone una riflessione urgente sulla pianificazione urbanistica e sulle strategie necessarie a coniugare lo sviluppo economico con la tutela e la sostenibilità ambientale del Vallo di Diano.

