L’Assemblea della Comunità del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, riunitasi a Vallo della Lucania, ha approvato all’unanimità una proposta strategica indirizzata alla gestione delle risorse idriche nelle aree pascolive di alta quota. L’iniziativa, presentata dal consigliere comunale Giuseppe Ruberto in rappresentanza del Comune di Corleto Monforte durante il dibattito sul nuovo Piano del Parco, mira a risolvere le severe criticità legate all’approvvigionamento idrico che colpiscono il settore zootecnico, in particolare durante la stagione estiva. La risoluzione ha ottenuto il pieno sostegno dei sindaci presenti, della presidenza e della direzione dell’ente parco, ponendo le basi per un aggiornamento infrastrutturale non più procrastinabile.
Le contromisure per contrastare la siccità nei pascoli
Il documento strategico stabilisce un programma operativo articolato in sei direttive principali per adeguare la rete idrica montana alle attuali esigenze climatiche:
- Ripristino delle infrastrutture esistenti: recupero e potenziamento dei pozzi e delle opere di captazione già presenti sul territorio per garantire riserve adeguate nei periodi di magra.
- Nuovi punti di approvvigionamento: realizzazione di ulteriori pozzi di prelievo, progettati nel totale rispetto degli standard di tutela ambientale.
- Potenziamento dello stoccaggio: costruzione e ampliamento di vasche, cisterne, abbeveratoi e reti di distribuzione capillare dell’acqua.
- Pianificazione su base zootecnica: dimensionamento di ogni singolo intervento calcolato in funzione del carico di bestiame autorizzato e del reale fabbisogno locale.
- Snellimento burocratico: introduzione di procedure autorizzative semplificate, mantenendo il pieno rispetto delle normative ambientali vigenti.
- Mappatura delle criticità: esecuzione di un censimento completo delle infrastrutture idriche montane per individuare le urgenze e programmare i cantieri prioritari.
Tutela ambientale e sostegno al comparto zootecnico
L’intervento si inserisce in un contesto operativo complesso in cui gli operatori agricoli e zootecnici locali si trovano ad affrontare simultaneamente gli effetti dei cambiamenti climatici e le problematiche legate alla fauna selvatica. La misura approvata intende fornire strumenti concreti per garantire la continuità operativa dell’allevamento tradizionale all’interno dell’area protetta.
A margine dell’approvazione, il consigliere Giuseppe Ruberto ha sottolineato l’importanza della misura per la tenuta socio-economica delle aree interne: “L’allevamento estensivo e il pascolo allo stato brado e semibrado costituiscono attività tradizionali di significativo valore economico, ambientale, paesaggistico e culturale.”
Il rappresentante del Comune di Corleto Monforte ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di ammodernare le dotazioni territoriali: “Non possiamo affrontare le nuove sfide climatiche con infrastrutture idriche progettate sulle condizioni ambientali degli anni Settanta. La conservazione dei nostri pascoli montani richiede la capacità di adattare gli strumenti di tutela alle trasformazioni climatiche, senza compromettere il patrimonio naturale che intendiamo proteggere, cercando, allo stesso tempo, di essere al fianco dei nostri allevatori, che sono i primi custodi dei nostri territori.”

