Trenitalia dice addio al “Carnet Smart”: rincari fino al doppio per i lavoratori. Stangata sulla Salerno – Roma

Scritto il 22/10/2026
da Ernesto Rocco

Dall'1 novembre Trenitalia cancella il Carnet Smart e modifica gli abbonamenti ad alta velocità. Rincari fino al doppio per chi lavora in smart working

Dall’1 novembre Trenitalia dismetterà ufficialmente il “Carnet Smart”, la formula da dieci viaggi ad alta velocità fruibili in 30 giorni pensata per soddisfare le esigenze dei lavoratori che si recano in ufficio soltanto pochi giorni al mese. Contestualmente entrerà in vigore una revisione delle tariffe degli abbonamenti mensili: il costo fisso della tessera diminuirà di 80 euro, ma verrà introdotto un contributo obbligatorio di 2 euro per singola prenotazione del posto.

Se per chi si sposta con frequenza quotidiana il saldo complessivo rimarrà sostanzialmente invariato, la svolta penalizzerà fortemente le decine di migliaia di professionisti, dipendenti e studenti che alternano la presenza in sede al lavoro da casa. Per questo bacino d’utenza i costi di spostamento rischiano di subire rincari superiori al 100%.

L’impatto sui pendolari e il nodo delle prenotazioni

Il Carnet Smart era stato ideato da Trenitalia nella fase post-pandemica per intercettare l’evoluzione della mobilità professionale e la diffusione dello smart working. La soluzione offriva 10 corse singole sulla medesima tratta (utilizzabili dal lunedì al venerdì in entrambe le direzioni, pari a cinque giornate lavorative di andata e ritorno) e garantiva cambi di prenotazione illimitati prima della partenza.

L’opzione ha riscosso un ampio successo sui collegamenti diretti tra i principali hub urbani nazionali: le tratte Torino-Milano, Bologna-Milano e Roma-Napoli venivano coperte in seconda classe a un costo fisso di 139 euro, mentre per la Firenze-Bologna la tariffa era di 99 euro. Tale flessibilità ha consentito negli ultimi anni a molti lavoratori di riorganizzare i propri stili di vita, scegliendo residenze esterne alle grandi metropoli senza rinunciare ai contesti occupazionali delle grandi città.

Con il nuovo assetto economico, un pendolare a tempo pieno che effettua in media 42-44 viaggi al mese sulla tratta Roma-Napoli registrerà una variazione minima, stimata tra i 4 e gli 8 euro aggiuntivi mensili. Diversa è la situazione per i lavoratori a distanza o per chi fruisce di giornate di congedo: riducendo il numero di viaggi sotto la soglia dei 40 mensili, l’abbonamento tradizionale cessa di essere conveniente e la spesa complessiva aumenta sensibilmente.

Particolarmente critica appare la posizione di chi viaggia su tratte come la Salerno-Roma, dove il carnet consentiva l’acquisto di singole corse a prezzi promozionali a partire da 14,90 euro. Oggi l’abbonamento ha un costo ridotto (388 euro anziché 468 euro) ma comunque svantaggioso rispetto ai carnet. Un rincaro ulteriore colpirà infine chi ricorre alla prassi di prenotare più treni nella stessa giornata per flessibilità d’orario, poiché ogni singolo posto riservato sconterà il nuovo balzello di 2 euro.

Le ragioni di Trenitalia e le alternative sul mercato

Per chi non viaggia quotidianamente restano valide altre formule commerciale, pur con un rapporto costi-benefici differente. I biglietti singoli a tariffa piena mantengono prezzi fluttuanti ed elevati (sulla Roma-Napoli la corsa singola standard si attesta sui 48 euro). Trenitalia indica come soluzione di continuità i carnet tradizionali da 5, 10 e 15 viaggi con validità di 180 giorni, che offrono tuttavia uno sconto marginale rispetto alle tariffe ordinarie. Sul fronte della concorrenza, la società Italo ha confermato il mantenimento dei propri carnet dedicati al lavoro agile nelle opzioni da 10 e 20 viaggi in 30 giorni.

Attraverso una nota ufficiale, Trenitalia ha chiarito le motivazioni strategiche alla base del provvedimento:

“La cancellazione del carnet smart è stata pensata considerando i cambiamenti nelle abitudini di viaggio e nell’organizzazione del lavoro, che non sono più quelle della pandemia. La scelta è legata a mutate esigenze di mobilità dei clienti e a un utilizzo più efficiente dei posti disponibili sui treni.”

Il nuovo modello tariffario punta inoltre a disincentivare il fenomeno delle prenotazioni multiple non utilizzate, condotta che riduce la disponibilità di posti a bordo a scapito della restante clientela.

Le proteste dei comitati, la politica e le reazioni dal territorio

La decisione ha sollevato ferme prese di posizione da parte delle associazioni di categoria. Il Comitato Pendolari Alta Velocità Roma-Napoli e il Comitato Pendolari Torino-Milano hanno richiesto il congelamento del provvedimento o l’introduzione prioritaria di una formula tariffaria equivalente.

Sul piano istituzionale, diversi parlamentari – tra cui Marco Grimaldi (Alleanza Verdi e Sinistra), Raffaella Paita e Ivan Scalfarotto (Italia Viva) – hanno annunciato la presentazione di interrogazioni parlamentari rivolte al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per chiedere la reintroduzione della misura.

L’eco della protesta ha raggiunto anche i contesti territoriali e periferici, come l’area del Cilento, sovrapponendosi alle vertenze nazionali nel settore dei trasporti su gomma. Sulla vicenda è intervenuto Antonio Cerullo, ViceSindaco di Ceraso e componente della direzione provinciale di Salerno del PD, dichiarando:

“Mentre nei telegiornali di prima serata e sulle frequenze radiofoniche nazionali sembra regnare un silenzio assordante, per le strade del nostro Paese si sta consumando un’ennesima battaglia decisiva. Gli autotrasportatori sono scesi in piazza contro il caro carburante e i costi di gestione ormai insostenibili per le piccole e medie imprese. E questa volta la scintilla della protesta parte dal Sud. Dall’altro lato arriva la bastonata sui trasporti pubblici: Trenitalia ha eliminato la possibilità di acquistare i carnet di biglietti, a prezzo calmierati, tagliando fuori proprio le soluzioni più convenienti per pendolari e studenti. In un momento in cui le famiglie affogano tra inflazione e rincari, si toglie anche il minimo risparmio a chi viaggia ogni giorno per studio o per lavoro. Famiglie e i lavoratori chiedono solo risposte concrete dal Governo, è assurdo e inaccettabile. Servono tutele immediate per chi manda avanti il Paese”.