La protesta continuativa degli autotrasportatori sta mettendo a dura prova la tenuta economica e logistica della provincia di Salerno, estendendo i suoi effetti collaterali al comparto agricolo e alla rete distributiva. L’impossibilità di ritirare e consegnare le merci sta bloccando le filiere alimentari lungo la Piana del Sele, costringendo i produttori locali ad adottare misure d’emergenza per evitare il totale deperimento delle materie prime. L’impatto si riflette sia sulla circolazione stradale sia sull’occupazione, con migliaia di lavoratori temporaneamente fermi a causa dell’interruzione delle attività di raccolta e logistica.
La protesta a Battipaglia e l’impatto sul settore agroalimentare
A Battipaglia si registrano le scene più emblematiche dell’emergenza in corso. Gli agricoltori della zona si sono fermati lungo i punti di snodo e hanno iniziato a regalare agli automobilisti bloccati in coda i prodotti ortofrutticoli destinati alle catene della grande distribuzione e alle attività commerciali locali. Un gesto nato per scongiurare il macero del cibo dopo tre giorni consecutivi di blocco dei trasporti.
I settori maggiormente esposti al rischio di deperimento sono quello lattiero-caseario e quello delle insalate e dell’ortofrutta in generale. L’interruzione della catena del freddo e dei ritiri minaccia di far marcire le merci stoccate nelle celle frigorifere o di lasciare il raccolto nei campi. Parallelamente, gli allevatori segnalano crescenti difficoltà nell’approvvigionamento dei mangimi e nella gestione dello stoccaggio del latte invenduto.
Il tavolo tecnico in Prefettura e il nodo occupazionale
Per far fronte all’aggravarsi della situazione, la Prefettura di Salerno ha convocato un tavolo tecnico presieduto dal prefetto Francesco Esposito, con la partecipazione dei rappresentanti di categoria tra cui Vincenzo Tropiano per Coldiretti Salerno e Antonio Costantino per Confagricoltura. L’incontro è servito a delineare il quadro dell’emergenza, che rischia di trasformarsi in una crisi occupazionale: secondo le stime emerse durante il confronto, sono circa 24mila gli addetti del settore attualmente fermi.
Il prefetto ha confermato la volontà di garantire i servizi pubblici essenziali, ipotizzando l’attivazione di corsie preferenziali e corridoi scortati per consentire il transito dei prodotti altamente deperibili, sulla falsa riga delle misure già adottate nei giorni precedenti per altri beni di prima necessità. Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno avviato le procedure di identificazione dei manifestanti, come disposto dalle direttive del Viminale.
Intanto sono 34 le persone identificate nel salernitano durante la protesta degli autotrasportatori. Venti i servizi di scorta effettuati dalle forze dell’ordine.
Gli interventi hanno interessato diversi presidi organizzati nei pressi degli svincoli autostradali, dove la presenza dei mezzi pesanti ha richiesto operazioni per ripristinare la circolazione. Rimosso questa mattina il presidio di Mercato San Severino.
L’intervento della Regione Campania e i blocchi sulla A2
Sul fronte politico-istituzionale, la Regione Campania ha annunciato uno stanziamento fino a 20 milioni di euro per contrastare il rincaro dei carburanti e sostenere le aziende agricole colpite. La misura è stata definita durante un incontro tra il presidente Roberto Fico, l’assessore all’Agricoltura Maria Carmela Serluca e i rappresentanti di Coldiretti Campania, intesa che ha portato alla sospensione temporanea della mobilitazione indetta dall’organizzazione agricola.
Ciononostante, la tensione resta alta lungo la rete viaria. Presidi di protesta continuano a verificarsi lungo il tratto della A2 Salerno-Reggio Calabria, in particolare agli snodi della Piana del Sele, causando rallentamenti e code. Le forze dell’ordine presidiano costantemente le uscite autostradali per evitare il blocco completo della viabilità, mentre il clima di agitazione ha coinvolto anche il mondo studentesco, con manifestazioni segnalate da Agropoli fino a Battipaglia.

