La parola fine sulla complessa vicenda del Punto Nascita dell’ospedale “dell’Immacolata” di Sapri è ormai scritta e ha una data ufficiale: il 16 novembre 2026. In esecuzione di quanto disposto dalla Direzione Generale Tutela della Salute della Regione Campania e in ottemperanza alla sentenza del TAR Campania n. 05279/2026 del 21 settembre scorso, l’ASL Salerno ha dato il via libera al percorso di dismissione definitiva delle attività di ostetricia legate al parto.
I vertici della sanità locale, attraverso i documenti ufficiali firmati dal Direttore Generale Ing. Gennaro Sosto, dal Direttore Sanitario Dr. Primo Sergianni e dal Direttore Amministrativo Dr. Ferdinando Memoli (image_1.png), hanno dettagliato il piano di transizione che traghetterà il presidio del Golfo di Policastro verso il nuovo assetto, tentando di bilanciare lo stop ai parti con la salvaguardia dei servizi ambulatoriali e d’emergenza.
Nel documento firmato anche dal Direttore del Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino, Dr. Salvatore Ronsini (image_0.png), viene stabilito un cronoprogramma per gestire la fase di chiusura graduale.
La gestione della transizione e lo stop ai ricoveri per il parto
Il piano dell’ASL Salerno prevede che si proceda alla “dimissione graduale fisiologica delle puerpere e assistenza alle gravide presenti nella U.O.C. di Ginecologia e Ostetricia fine e non oltre il 16 Novembre”.
Per far fronte a questa imminente chiusura, la direzione sanitaria ha stabilito che l’organizzazione transitoria richiederà un periodo di 45 giorni, durante il quale si provvederà alla progressiva e naturale dimissione delle puerpere e all’assistenza delle donne in stato di gravidanza attualmente presenti nel reparto.
A partire dal 16 novembre 2026, nessuna partoriente potrà più essere ricoverata a Sapri per dare alla luce il proprio bambino. L’evento nascita dovrà essere indirizzato verso i punti nascita di secondo livello, in primis l’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania, individuato come hub di riferimento.
Ambulatori e ginecologia: quali servizi restano attivi a Sapri
Nonostante lo stop ai parti, i vertici sanitari ci tengono a precisare che l’assistenza ginecologica e la diagnostica prenatale non verranno smantellate. La U.O.S. di Ginecologia e Ostetricia di Sapri, pur perdendo la funzione di sala parto, continuerà a garantire:
Attività ambulatoriali di diagnosi e terapia: ostetricia, ecografia di primo e secondo livello, cardiotocografia, diagnostica prenatale ed amniocentesi, oltre al monitoraggio delle gravidanze oltre il termine.
Attività ginecologica: sia diagnostica che terapeutica, inclusa l’attività chirurgica, che sarà pianificata tramite un apposito calendario che coinvolgerà tutto il personale.
L’obiettivo dichiarato dall’azienda sanitaria è mantenere a Sapri un presidio forte per la prevenzione e la cura delle patologie femminili, evitando che le donne del territorio debbano viaggiare anche solo per una visita di controllo o un esame di routine.
Sicurezza e urgenze: guardia attiva H24 e trasferimento protetto
Il tema più caldo resta quello della sicurezza stradale e delle emergenze, in un territorio caratterizzato da collegamenti complessi. Per garantire la tutela delle donne e dei nascituri in situazioni di emergenza indifferibile, l’ASL ha disposto una copertura continua:
Sarà garantita una guardia attiva H24 composta da 1 Dirigente Medico Ginecologo e 1 CPS Ostetrica per la gestione delle urgenze.
In caso di necessità, è prevista l’attivazione immediata del Servizio di Trasporto Assistito Materno (STAM) o del Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale (STEN), con trasferimento presso l’U.O.C. di riferimento del P.O. di Vallo della Lucania o, se necessario, in presidi dotati di Terapia Intensiva Neonatale (TIN).
Per assicurare la massima prontezza, saranno impegnati sul campo 6 dirigenti medici e 6 collaboratori professionali sanitari (CPS) ostetriche, affiancati da una reperibilità generica di un dirigente medico esperto per sopperire a improvvise impossibilità temporanee di trasferimento della paziente.
Come specificato nelle direttive, la valutazione del rischio definita “ab initio” consentirà di indirizzare tempestivamente le gestanti a rischio direttamente verso i centri di secondo livello, cercando di prevenire le situazioni di estrema urgenza.
Un provvedimento sofferto che l’ASL definisce necessario, assicurando che “le risorse di personale, strumentali ed organizzative” rimarranno focalizzate sull’assistenza e sulla prevenzione per l’intero comprensorio, anche in questa delicata fase di passaggio che ridisegna la sanità nel Cilento meridionale.

