Carovita a Salerno, studenti e commercianti in piazza: “Non stiamo zitti”

Scritto il 23/10/2026
da Federica Inverso

Migliaia di studenti e commercianti sfilano a Salerno contro il carovita. La protesta s'allarga al tessuto sociale e chiede interventi su scuola e costi

C’è tutta la rabbia e la preoccupazione per il futuro nelle voci dei giovani che questa mattina hanno invaso il centro di Salerno per manifestare. La mobilitazione nel capoluogo non si arresta: gli studenti sono scesi nuovamente in piazza per protestare contro il carovita, unendosi al coro di dissenso che nei giorni scorsi ha visto in prima linea autotrasportatori, commercianti e famiglie. Si tratta di una protesta collettiva che si allarga e coinvolge un numero crescente di categorie, tutte unite dalla medesima criticità: l’aumento del costo della vita, che pesa sul bilancio familiare e compromette le prospettive delle nuove generazioni.

Stop ai blocchi degli autotrasportatori, ma il malcontento resta

Dopo giorni di presidi e blocchi stradali, gli autotrasportatori hanno momentaneamente sospeso la mobilitazione in attesa di verificare l’efficacia delle misure annunciate dal Governo. Nonostante la tregua dei tir, l’insoddisfazione resta alta e il messaggio che parte dalle strade campane è netto: la crisi economico-sociale attraversa in modo trasversale l’intero tessuto produttivo e cittadino.

“Generazione Zeta, non generazione zitta”: le richieste per scuola e futuro

A Salerno le vie del centro sono tornate a riempirsi con migliaia di ragazzi riuniti sotto uno striscione simbolico: “Siamo la generazione zeta, non la generazione zitta”. Gli studenti chiedono risposte concrete, garanzie per il proprio domani, un incremento dei finanziamenti destinati alla scuola pubblica e una maggiore attenzione istituzionale per l’intero comparto dell’istruzione.

La solidarietà dei commercianti tra costi in aumento e calo dei consumi

Al fianco dei giovani ha sfilato questa mattina anche una delegazione di commercianti locali, scesa in strada per esprimere solidarietà alla protesta studentesca e denunciare le sofferenze delle attività di vicinato. Le imprese del territorio si trovano infatti schiacciate tra il rincaro dei costi energetici e operativi e la contestuale contrazione del potere d’acquisto delle famiglie.