Punto Nascita Sapri, appello OPI alla Regione: “Serve visione, non solo numeri”

Scritto il 24/10/2026
da Maria Emilia Cobucci

Il Presidente dell'OPI Salerno Cosimo Cicia invia un accorato appello al Governatore della Campania: la tutela della maternità nel Cilento va oltre i numeri

Da novembre inizierà la dismissione del punto nascita dell’ospedale di Sapri. Eppure la struttura rappresenta un presidio strategico per il Cilento meridionale e il Golfo di Policastro, un territorio caratterizzato da un’orografia complessa, infrastrutture viarie articolate e notevoli distanze dai principali poli ospedalieri di Salerno e provincia. In questo contesto, il mantenimento dei servizi dedicati alla maternità assume una rilevanza fondamentale non solo per l’assistenza ostetrica e neonatale d’urgenza, ma anche per la tenuta socio-demografica dell’area.

A farsi interprete delle istanze del territorio è l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Salerno, che ha indirizzato una sollecitazione diretta ai vertici della Regione Campania per chiedere una revisione dei criteri di valutazione finora adottati, superando la logica fondata esclusivamente sul parametro numerico dei volumi di attività.

Le richieste dell’OPI Salerno alla Regione Campania

Il Presidente dell’OPI Salerno, Cosimo Cicia, ha formulato una richiesta formale di confronto istituzionale rivolta direttamente alla presidenza della Giunta Regionale, ponendo l’accento sulla necessità di bilanciare le esigenze di sostenibilità economica e gli standard operativi con la tutela della salute pubblica nei contesti periferici.

“Quando si parla di sanità, non possiamo fermarci soltanto ai numeri. I numeri sono certamente importanti per programmare e organizzare i servizi, ma la sanità pubblica deve tenere conto anche della geografia, delle distanze, della viabilità, delle caratteristiche dei territori e soprattutto dei bisogni reali dei cittadini.”

Secondo l’analisi dell’ordine professionale, la presenza di una rete di assistenza materna qualificata nell’area a sud di Salerno costituisce un requisito indispensabile per garantire la sicurezza clinica delle donne in gravidanza e dei neonati, laddove i tempi di percorrenza verso altri presidi potrebbero incidere sull’efficacia dell’intervento sanitario.

Il valore strategico del presidio sanitario nel contrasto alla denatalità

La questione dell’ospedale di Sapri s’inserisce nel più ampio quadro nazionale della contrazione delle nascite. La perdita di presidi di assistenza sanitaria locale rischia di disincentivare il ripopolamento e la permanenza delle giovani coppie nelle aree interne e costiere del Cilento, incrementando il fenomeno dello spopolamento.

“In una Regione e in un Paese che devono contrastare il fenomeno della denatalità, dobbiamo creare le condizioni affinché mettere al mondo un figlio sia più semplice e sicuro, non rendere più difficile l’accesso ai servizi. Non possiamo, da una parte, preoccuparci del calo delle nascite e, dall’altra, indebolire i servizi che accompagnano una donna nel percorso della maternità.”

Per queste ragioni, il presidio ostetrico non viene considerato una semplice articolazione organizzativa, ma un fattore abilitante per la coesione sociale e l’attrattività del territorio.

“La domanda non dovrebbe essere soltanto: quanti parti vengono effettuati? Dovremmo chiederci anche: quanto vale per una comunità avere la certezza di poter contare su un’assistenza sicura quando nasce un bambino? E ancora: quanto vale contribuire a rendere un territorio attrattivo e vivibile per le giovani famiglie?”