Vallo della Lucania, scontro sul centro di raccolta ad Angellara: la protesta dei residenti

Scritto il 24/10/2026
da Antonio Pagano

A Vallo della Lucania cresce la protesta contro il centro di raccolta rifiuti all'ingresso di Angellara. I residenti: «Rischi ambientali e viabilità critica»

A Vallo della Lucania prosegue il dibattito pubblico attorno alla realizzazione del nuovo centro di raccolta differenziata nell’area PIP di Angellara, in località Cognulo. L’impianto sarà destinato in particolare al conferimento dei rifiuti ingombranti e dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche).

Se da un lato l’Amministrazione comunale assicura che l’opera non comporta rischi per la popolazione e rappresenta un servizio aggiuntivo per i cittadini, dall’altro cresce la preoccupazione tra i residenti della frazione. L’insediamento della nuova struttura comporta, secondo la popolazione locale, diversi disagi e impatti negativi sulla vivibilità della zona.

Le ragioni dei residenti: vicinanza alle case e rischi ambientali

Le principali motivazioni a sostegno della protesta riguardano la stretta vicinanza della struttura alle abitazioni e le potenziali conseguenze ambientali.

«Siamo preoccupati per diverse ragioni legate all’istituzione di questo centro di raccolta — dichiara Silvia De Vita, portavoce del comitato per il “No” —. In primo luogo, la struttura sorgerà a ridosso delle abitazioni: la casa più vicina dista neanche 50 metri. I residenti subiranno inevitabili disagi dovuti anche al transito di camion di grandi dimensioni».

Tipologie di rifiuti e criticità idrogeologiche

Un ulteriore elemento di forte perplessità riguarda l’effettiva tipologia di rifiuti che verranno conferiti e la gestione del territorio circostante.

«Il progetto è ad ampio spettro — prosegue la portavoce De Vita — e non limitato soltanto ad alcune tipologie di ingombranti, come l’amministrazione locale vorrebbe far intendere. Dall’analisi degli atti risulta che tra i materiali ammessi figura una pluralità di scarti, con la possibilità di includere anche l’umido. L’amministrazione ha garantito il contrario, ma l’eventualità resta tecnicamente aperta. Inoltre, la presenza di una vasca per l’acqua di irrigazione adiacente al centro impedirà la piantumazione di alcuni alberi, che avrebbero dovuto garantire una barriera acustica e paesaggistica. Una vasca di irrigazione posizionata così vicino, peraltro, peggiora il profilo di rischio della zona».

Viabilità e vincoli della Soprintendenza: i nodi aperti

Al quadro complessivo si aggiungono le criticità legate alla viabilità locale e all’assenza, secondo il comitato, dei pareri autorizzativi di rito.

«Un ponte franato sta già creando notevoli problemi alla viabilità, costringendo il traffico su una deviazione che genera rallentamenti e rischi di collisione tra veicoli pesanti, autobus e auto private — spiega De Vita —. Quel ponte possiede un valore storico ed è sottoposto a vincolo della Soprintendenza: ci chiediamo come sia possibile che non vi siano le condizioni per ripristinare la strada sul ponte, ma si possa autorizzare proprio qui la costruzione di un impianto di raccolta rifiuti. Trattandosi di una zona attraversata da un corso d’acqua, ad oggi non ci risulta inoltre alcun parere espresso da parte del Genio Civile, dell’ARPAC e dell’ASL. Si tratta di aspetti che destano forte preoccupazione».

Il confronto con il Comune e i dubbi sulla tenuta degli accordi

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra l’Amministrazione comunale e i cittadini, durante il quale i residenti hanno formalizzato le proprie perplessità sul progetto.

«Abbiamo espresso il nostro profondo malcontento non solo per la realizzazione in sé, ma soprattutto per il fatto che la popolazione non sia stata informata preventivamente di un’opera così impattante — evidenzia la portavoce —. I rappresentanti del Comune hanno proposto un accordo informale per vincolare il centro soltanto ad alcune categorie di rifiuti.

Tuttavia, la domanda che ci poniamo è se sia legalmente possibile vincolare le future amministrazioni o eventuali commissari con un atto di questo tipo. Questo vincolo ha una reale efficacia giuridica? Nutriamo forti dubbi sulla validità dell’accordo e sulla tutela del nostro territorio nel lungo periodo. L’impianto non doveva nascere in questa posizione: si trova all’ingresso del paese e contribuisce a degradare ulteriormente l’area».