Sette ore di udienza, un lungo confronto tra accusa e difese e una decisione attesa nei prossimi giorni. I giudici del Tribunale del Riesame di Salerno si sono riservati sull’appello presentato dalla Procura contro il rigetto delle misure cautelari richieste per quattordici dei venti indagati nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che ruota attorno alla figura di Paolo Esposito, già condannato per gravi reati di criminalità organizzata.
Le richieste dell’accusa e le memorie della difesa
Ad aprire la discussione è stato il sostituto procuratore Elena Guarino, che ha ribadito la richiesta di applicazione delle misure cautelari, contestando la decisione del gip Giovanni Rossi, il quale aveva respinto le istanze della Procura in merito alla gravità indiziaria e alle esigenze cautelari.
Successivamente, la parola è passata ai difensori degli indagati, che hanno illustrato le proprie argomentazioni anche attraverso il deposito di memorie difensive. Sette gli atti presentati dal penalista Cardiello, ai quali si sono aggiunti ulteriori documenti depositati dagli altri legali.
Le accuse e i filoni dell’inchiesta Dda
Al centro del procedimento ci sono diversi filoni investigativi sviluppati tra il 2022 e il 2025, articolati in otto capi di imputazione. Le contestazioni riguardano estorsioni, tentate estorsioni, presunte intestazioni fittizie di società e un episodio di violenza privata aggravata. Per alcuni episodi viene contestato anche l’utilizzo del metodo mafioso.
Ora spetterà al Collegio del Riesame pronunciarsi sull’appello della Procura e stabilire l’eventuale applicazione delle misure cautelari.

