Un nuovo centro di accoglienza per richiedenti asilo potrebbe sorgere a breve nel territorio comunale di Agropoli, al confine con Ogliastro Cilento. La struttura individuata si trova nei pressi della frazione Mattine, precisamente in località Acqua di Gorga. A sollevare la questione ed esprimere forte preoccupazione per le modalità con cui si sta gestendo la vicenda è Raffaele Pesce, consigliere comunale di minoranza, che chiede chiarezza all’amministrazione cittadina.
I precedenti a Moio Alto e le criticità burocratiche
La segnalazione arriva a seguito di recenti vicende legate all’ospitalità dei migranti sul territorio comunale. In precedenza, un gruppo di richiedenti asilo era stato alloggiato in località Moio Alto, per poi essere trasferito a causa di inadeguatezze e irregolarità riscontrate nell’immobile. Successivamente, si era discusso della possibile apertura di un ulteriore centro in via Piano delle Pere, sempre nella medesima area, sollevando non poche polemiche.
Il consigliere Pesce richiama l’attenzione sulle presunte carenze istituzionali riscontrate nei passaggi precedenti, evidenziando il rischio che la storia possa ripetersi anche per la sede di Acqua di Gorga:
«A Moio, ricordo, nessun rappresentante dell’ente fu presente al sopralluogo della commissione prefettizia (con ASL e Vigili del Fuoco) pur trattandosi di una materia così importante e delicata, poi i soliti provvedimenti successivi e la causa… tanto a pagare sono sempre i cittadini. Non vorrei sia capitato lo stesso anche in questo caso.»
La richiesta di trasparenza e le condizioni abitative
Al di là delle valutazioni sul sistema complessivo di accoglienza e sugli aspetti economici connessi alla gestione dei flussi, la contestazione principale riguarda la mancata condivisione delle informazioni con i residenti e con il Consiglio comunale. Secondo l’esponente di minoranza, l’ente locale avrebbe dovuto adottare un approccio differente dopo le criticità già emerso in passato.
«Quanto sopra fermandoci ovviamente soltanto al lato burocratico della questione, senza entrare nel merito generale delle esigenze dei richiedenti asilo, della solidarietà e degli interessi economici che si aggrovigliano in un tutt’uno. Il Comune, almeno questa volta, dopo la precedente esperienza avrebbe potuto avvisare la popolazione o, almeno, i consiglieri eletti dalla stessa», afferma Pesce.
Le perplessità riguardano infine sia la vivibilità dei quartieri coinvolti che le reali condizioni in cui si troverebbero a vivere gli stessi ospiti della struttura, stimati in circa venticinque persone per ciascuno dei quattro appartamenti ipotizzati.
«Gli agropolesi non sono e non vogliono apparire xenofobi, razzisti, egoisti lo ripeto, ma non mettiamoli in condizione di doverlo diventare e/o di apparire tali. Alcuni abitanti sono solo preoccupati, ancora una volta, dell’assoluta carenza di notizie. Le condizioni di disagio, a quanto leggo circa 25 ospiti ad appartamento, per quattro appartamenti, non credo siano tollerabili.»

