L’imprenditore cilentano Concordio Malandrino, ritenuto al centro di una maxifrode milionaria legata ai crediti d’imposta per la Formazione 4.0, potrebbe rientrare in Italia da Dubai nei primi mesi del 2027 per accedere al regime degli arresti domiciliari. La svolta è giunta con l’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Saponiero del Tribunale di Vallo della Lucania, che ha accolto la richiesta di attenuazione della misura cautelare presentata dall’avvocato difensore Giuseppe Saccone, sostituendo la custodia cautelare in carcere finora prevista.
Le tappe dell’inchiesta e la decisione del tribunale
L’operazione giudiziaria, avviata nell’aprile del 2023 dai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Agropoli, aveva portato alla luce un articolato sistema illecito esteso su tutto il territorio nazionale.
Ad essere coinvolte 279 persone in tutta Italia. La Procura della Repubblica di Vallo della Lucania aveva inoltre disposto il sequestro preventivo di circa 57 milioni di euro, corrispondenti all’illecito profitto.
La decisione di concedere i domiciliari ad Agropoli, assunta in intesa con la Procura inquirente, la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Salerno e il Ministero della Giustizia, è subordinata a precise prescrizioni restrittive. Il provvedimento giunge dopo che la Corte di Cassazione di Abu Dhabi, con sentenza dell’8 settembre 2026, aveva respinto l’impugnazione presentata dai legali dell’imprenditore, confermando in via definitiva l’estradizione verso l’Italia.
I tempi del rientro e l’interrogatorio di garanzia
Malandrino, destinatario in passato di quattro mandati di cattura internazionali e da anni residente negli Emirati Arabi Uniti, ha espresso la piena disponibilità a sottoporsi all’interrogatorio di garanzia di fronte ai magistrati della Procura di Vallo della Lucania per chiarire la propria posizione nei vari procedimenti penali per reati tributari in cui risulta indagato.
L’iter procedurale per l’esecuzione del provvedimento richiede ora il coordinamento tra le autorità giudiziarie e di polizia italiane ed emiratine. Le operazioni burocratiche relative alla consegna, al trasporto e al successivo collocamento dell’imputato presso l’abitazione indicata ad Agropoli si dovrebbero concludere nell’arco di circa due mesi, formalizzando il rientro nel territorio nazionale entro il mese di gennaio 2027.

