Il Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno inaugura un nuovo, attesissimo allestimento de La Vedova allegra (Die Lustige Witwe), capolavoro assoluto della storia dell’operetta firmato dal compositore ungherese Franz Lehár. La produzione, nata in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno, andrà in scena nel weekend da venerdì 6 a domenica 8 novembre, preceduta da tre giornate di matinée dedicate alle scuole.
La direzione d’orchestra è affidata al maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, mentre la firma registica è di Massimiliano Gallo, celebre attore e regista che si riserva anche l’interpretazione del personaggio di Njegus. Scene e costumi portano la firma di Alfredo Troisi, le coreografie sono curate da Pina Testa e il coro del Conservatorio Martucci è istruito dal maestro Francesco Aliberti.
Un’ambientazione negli anni ’30 tra edonismo e fragilità
La nuova visione registica curata da Massimiliano Gallo sceglie di traslare l’intreccio temporale della vicenda, nata nel 1905 in piena Belle Époque, nella cornice sofisticata ed inquieta degli anni Trenta. Una scelta estetica e drammaturgica ben precisa, pensata per restituire un ritmo cinematografico al capolavoro di Lehár.
Nelle sue note di regia, Massimiliano Gallo sottolinea il cuore emotivo della messinscena:
«Se svuotiamo La Vedova Allegra del suo cuore pulsante, cioè la storia d’amore tra Hanna e Danilo, l’opera perde la sua anima. La satira politica ed il contesto finanziario possono essere ottimi strumenti di lettura contemporanea, ma rischiana di diventare freddi se non servono ad amplificare proprio quel legame unico, fatto di orgoglio, ironia, rimpianti e passione mai sopita. Il vero motore della storia non sono i soldi, ma l’impossibilità di resistere l’uno all’altra».
La collocazione temporale negli anni ’30 richiama un’epoca di grande eleganza patinata, caratterizzata dalle notti nei club e da una forte tensione sociale ed economica.
«Mettere in scena la “Vedova” nel 2026, scegliendo l’eleganza tagliente e malinconica degli anni 30, significa restituire all’operetta di Lehár la sua vera natura: non un reperto museale polveroso, ma un melodramma sentimentale dal ritmo cinematografico, dove la leggerezza apparente maschera la fragilità dei cuori».
Il cast, l’orchestra e la trama dell’opera
L’intreccio ruota attorno alle vicende della giovane e facoltosa ereditiera pontevedrina Hanna Glawari (interpretata sul palco da Claudia Pavone) e del Conte Danilo Danilowitsch (Mario Cassi), corteggiatore riluttante trincerato dietro la vita notturna del celebre locale parigino Maxim’s. Sullo sfondo, l’ambasciatore del Pontevedro, il Barone Mirko Zeta (Filippo Morace), e i giochi di seduzione paralleli tra la moglie Valencienne (Claudia Muschio) e il giovane Camille de Rossillon (Süngü Mert).
La compagine musicale vedrà protagonisti l’Orchestra e il Coro del Conservatorio “Martucci”. La partitura alterna celebri ritmi di valzer — come la nota aria “Tace il labbro” e le pagine delle “Sirene della danza” — a trascinanti galop, marce (tra cui la celebre “È scabroso le donne studiar”) e momenti di suggestione lirica come il Lied della Vilja.
Nelle recite matinée rivolte ai giovani (in programma il 3, 4 e 5 novembre alle ore 10:30), il cast vedrà impegnati giovani interpreti affiancati dalla presenza di Riccardo Canessa nel ruolo di Njegus.
Date, orari e informazioni sugli spettacoli
Gli spettacoli serali e pomeridiani per il pubblico abbonato e fuori abbonamento si svolgeranno secondo il seguente calendario:
- Venerdì 6 novembre: ore 21:00 (Turno A)
- Sabato 7 novembre: ore 21:00
- Domenica 8 novembre: ore 18:00 (Turno B)
I biglietti sono disponibili presso il botteghino del Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno e sui canali di prevendita ufficiali.

