Ambientalismo ragionevole e sviluppo: la nuova strategia di FareAmbiente nel Cilento

Scritto il 31/10/2026
da Ernesto Rocco

FareAmbiente lancia dal Cilento il modello dell'ambientalismo ragionevole: eletta Maria Grandino, a novembre il primo forum sul turismo sostenibile.

Il Cilento si candida a diventare un laboratorio di riferimento nazionale e internazionale per la sperimentazione dell’ambientalismo ragionevole, un approccio che supera la logica dei soli divieti per coniugare la salvaguardia degli ecosistemi con lo sviluppo economico e sociale. Nel corso dell’incontro promosso ad Agropoli dal movimento ecologista europeo FareAmbiente, alla presenza del presidente nazionale Vincenzo Pepe, sono state delineate le linee guida di una strategia territoriale finalizzata a valorizzare le eccellenze locali, contrastare lo spopolamento e proporre un nuovo modello di sostenibilità integrata. Durante la riunione è stata inoltre ratificata l’elezione dell’avvocato Maria Grandino alla guida di FareAmbiente Cilento.

Un nuovo modello integrato tra tutela ambientale e sviluppo economico

La nuova fase programmatica per il territorio cilentano punta a trasformare l’area, già nota come patria della Dieta Mediterranea, in un centro d’avanguardia per le politiche ecologiche. L’obiettivo dichiarato è l’adozione di un ambientalismo concreto e non catastrofista, in grado di trasformare la tutela del paesaggio in una leva di crescita per le comunità locali.

Il piano d’azione affronta alcune delle principali criticità del territorio attraverso interventi mirati:

Gestione del territorio: pianificazione di azioni contro il rischio idrogeologico e contenimento degli impatti causati dalla fauna invasiva.

Valorizzazione delle filiere: sostegno sistemico alle produzioni agricole di qualità e promozione delle specificità culturali locali.

Transizione energetica: efficientamento dei consumi ed incremento della produzione da fonti rinnovabili sostenibili.

Modello turistico sostenibile: definizione di strategie per un’offerta turistica competitiva, capace di generare ricadute economiche dirette senza intaccare gli equilibri ecologici.

La strategia intende superare la frammentazione degli interventi attraverso un tavolo di confronto permanente che coinvoglierà istituzioni, imprese, associazioni e cittadini.

La visione di Pepe per superare la politica dei divieti

Il presidente nazionale di FareAmbiente, Vincenzo Pepe, ha sottolineato l’esigenza di un cambio di paradigma nella gestione delle risorse naturali e nella tutela delle aree protette.

«Il Cilento è un habitat antropologico e naturale di particolare interesse, che non va soltanto tutelato, ma valorizzato in chiave sostenibile, affinché la sua particolare condizione ambientale possa tradursi in un vantaggio economico e in un benessere diffuso per la popolazione», ha dichiarato Pepe durante il suo intervento. «Qui il concetto stesso di ambiente assume un significato più ampio: è un insieme di valori, relazioni e connessioni tra uomo, natura, cultura e paesaggio, che rende questo territorio unico e particolarmente adatto a guidare una vera e propria rivoluzione culturale dell’ambientalismo».

Pepe ha inoltre ribadito la necessità di abbandonare le narrazioni apocalittiche sulla transizione ecologica a favore di una visione incentrata su responsabilità e innovazione tecnologica.

«Dobbiamo dimostrare che è possibile preservare l’ambiente senza fermare l’economia, l’innovazione e il progresso. La tutela non può trasformarsi in un effetto “riserva”, nel quale i territori vengono conservati a discapito di chi li abita. Al contrario, la qualità ambientale deve diventare un’opportunità di crescita, lavoro e benessere. È questo il senso dell’ambientalismo ragionevole che intendiamo promuovere, partendo proprio dal Cilento».

Formazione, ricerca e rete sul territorio

L’attuazione del programma prevede un forte coinvolgimento del mondo scolastico e accademico. Sono previsti percorsi formativi dedicati agli studenti degli istituti locali, progetti di sensibilizzazione civica e attività di ricerca applicata condotte in sinergia con il GAL Cilento e il sistema universitario. L’intento è fornire alle nuove generazioni gli strumenti conoscitivi necessari per cogliere le opportunità offerte dalla transizione ecologica.

L’incontro di Agropoli ha visto la partecipazione di diversi rappresentanti istituzionali e tecnici, tra cui l’europrogettista Claudio Aprea, la vicepresidente del GAL Cilento Daniela Di Bartolomeo, l’amministratore delegato del GAL Cilento Gabriele De Marco e la comandante provinciale delle Guardie Ecozoofile Eugenia Mursia. Alla riunione hanno preso parte anche i responsabili dei presidi territoriali di FareAmbiente: Sabatino e Michele Vitale (Castellabate), Angelo Palladino (Vallo della Lucania), Antonio Spinelli (Battipaglia), Giuseppe Colopi e Antonio Verderosa (Agropoli) e Pasquale Cetta (Capaccio Paestum).

Maria Grandino alla guida di FareAmbiente Cilento e i prossimi appuntamenti

A conclusione dei lavori, l’assemblea ha eletto all’unanimità l’avvocato Maria Grandino come nuova responsabile territoriale di FareAmbiente Cilento.

La neo-responsabile ha annunciato che l’operatività della struttura territoriale prenderà il via nel mese di novembre ad Agropoli con un primo convegno di studio incentrato sul turismo sostenibile. L’evento sarà dedicato all’analisi delle nuove dinamiche della domanda turistica, alla qualificazione dell’offerta e all’individuazione di modelli di gestione in grado di coniugare la redditività economica con la salvaguardia dell’identità storica e naturale del territorio.