Arte e pace a Salerno: l’armata provocatoria di Max Papeschi alle Luci d’Artista

Scritto il 02/11/2026
da Ernesto Rocco

Dal 7 novembre la Casa del Combattente di Salerno ospita Extinction di Max Papeschi: 46 sculture e installazioni luminose per Luci d'Artista

La programmazione artistica e culturale di Salerno si arricchisce di un evento espositivo di rilievo internazionale in vista della nuova edizione di Luci d’Artista. Sabato 7 novembre 2026, alle ore 17:30, la Casa del Combattente in Lungomare Trieste ospiterà l’inaugurazione di Extinction, celebre e provocatorio progetto espositivo dell’artista Max Papeschi, curato da Stefania Morici e Antonio Calbi. L’installazione, patrocinata dal Comune di Salerno e dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, rimarrà allestita e fruibile al pubblico fino al 4 aprile 2027.

Dopo le tappe di Milano, Malpensa, Parigi, Matera e Palermo, l’opera sbarca sul litorale salernitano con una configurazione site-specific inedita ed elementi luminosi concepiti per integrarsi nel contesto urbano della manifestazione cittadina.

L’esercito archeologico di Papeschi: satira sulla belligeranza umana

Il nucleo dell’installazione si fonda sull’ipotesi narrativa dell’estinzione della razza umana, osservata a distanza da una civiltà extraterrestre che tenta di ricostruirne l’impianto storico attraverso reperti e frammenti confusi.

Protagonista dell’opera è Zwergen Dämmerung, un’armata di 46 sculture di terracotta ispirate al celebre esercito di Terracotta di Xi’an, sulle quali le teste tradizionali dei guerrieri sono sostituite da volti di gnomi da giardino. Il cortocircuito estetico unisce la monumentalità e la disciplina militare con l’iconografia del grottesco. L’intento dell’artista è mettere a nudo il paradosso di una società storicamente segnata dal conflitto permanente e dall’illusione di perseguire la pace tramite la guerra.

Il nuovo allestimento a ventaglio rivolto al Mediterraneo

Per la sede della Casa del Combattente — scelta simbolica per il richiamo ai temi storici del conflitto —, l’allestimento è stato curato dall’architetto Giovanni Musica dello studio MGAlab.

A differenza della classica disposizione in fila militare proposta nelle precedenti città, le 46 sculture salernitane sono disposte secondo un disegno a ventaglio aperto verso il mare. La formazione geometrica intende capovolgere la logica dell’avanzata bellica, trasformando la piazza in un’agorà di dialogo protesa verso il Mediterraneo. Il percorso espositivo è inoltre arricchito da tre opere luminose inedite, sviluppate in collaborazione con Quadruslight.

Le sculture di Zwergen Dämmerung sono giunte a Salerno a titolo gratuito grazie alla concessione di Emanuele Ferreri e Alessandro Siviero, collezionisti e fondatori dell’Associazione ArTI. In una nota congiunta, Ferreri e Siviero hanno spiegato le motivazioni del prestito:

“Crediamo che il valore di un’opera d’arte si esprima pienamente quando incontra il pubblico e diventa occasione di riflessione e confronto. Con questo spirito abbiamo scelto di mettere gratuitamente a disposizione le opere di Extinction, condividendo con la città di Salerno e le sue istituzioni un progetto che, attraverso l’ironia, ci invita a interrogarci sul nostro tempo e sulla responsabilità di costruire un futuro di pace”.

Le dichiarazioni dei curatori

Il progetto valorizza il ruolo storico di Salerno come città dell’accoglienza e della memoria, legata alle vicende dello Sbarco, proponendo la cultura come strumento di prevenzione di nuovi conflitti.

La curatrice Stefania Morici ha sottolineato il valore civile dell’iniziativa:

“Oggi più che mai dobbiamo dire NO alle guerre, all’imbarbarimento culturale, all’ignoranza. Le cronache di questi giorni ci mostrano una società sempre più in ginocchio, in cerca di spiragli. L’arte deve indicare una direzione: Extinction parla di un mondo in estinzione, ma è un inno alla speranza”.

A sua volta, Antonio Calbi, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e co-curatore della mostra, ha evidenziato l’impatto del linguaggio artistico firmato da Max Papeschi:

“Fate l’amore, non fate la guerra: è lo slogan che, dai movimenti studenteschi della fine degli anni Sessanta, ha scosso il mondo occidentale e dato il via a un’ondata di antimilitarismo diffusa in tutto il globo. Oggi più che mai è necessario ribadire con rinnovata forza che i conflitti armati portano solo distruzione e dolore, e impegnarci affinché il dialogo e il confronto tornino a essere le “armi” della diplomazia internazionale. Extinction è il gesto estetico e politico insieme che Max Papeschi ci sbatte in faccia, con ironia ma senza dimenticare il pensiero. Il piccolo plotone di guerrieri con la testa di gnomo ci interroga e ci sprona a riflettere, sorridendo ma non meno intensamente. Da Milano a Parigi, da Matera a Palermo e ora a Salerno, le sculture di Extinction non si fermano: proseguono con il loro messaggio di pace e di bellezza”.

L’evento è realizzato con il sostegno della Fondazione Filiberto e Bianca Menna, dell’Associazione Limen e di una rete di partner tecnici e sponsor privati.