Torna l’appuntamento con “Alibi – crimini e delitti”, il programma condotto da Maria Emilia Cobucci insieme all’avvocato Francesco Barone, in onda ogni giovedì sul canale 79 del DTT. Un lungo viaggio che ripercorrerà e esaminerà le notizie e i casi di cronaca nera che hanno caratterizzato l’intero territorio cilentano e non solo.
In questa puntata al centro della discussione, l’omicidio del giornalista ebolitano, Luigi Luca Esposito. Una vicenda drammatica che ha sconvolto la comunità e il mondo dell’informazione salernitana. Nella notte tra il 18 e il 19 luglio, lungo la Statale 7 bis in località Bivio Cioffi a Eboli, i Vigili del Fuoco intervengono per domare un incendio di sterpaglie, scoprendo tra la vegetazione il corpo carbonizzato di un uomo. I successivi accertamenti e il rinvenimento di un’automobile parcheggiata nelle vicinanze hanno permesso di identificare la vittima: Luca Esposito, 53 anni, storico giornalista sportivo.
I risultati dell’autopsia: aggredito e bruciato mentre era ancora in vita
L’esame autoptico disposta dall’autorità giudiziaria ha stravolto l’ipotesi iniziale dell’incidente o del gesto estremo, delineando un quadro dai contorni efferati. Secondo quanto emerso dai rilievi medico-legali, Esposito è stato prima vittima di un violento pestaggio e successivamente soffocato. L’elemento più drammatico riscontrato dai tecnici è la presenza di fuliggine nei polmoni della vittima: un dettaglio che conferma come il 53enne fosse ancora in vita nel momento in cui è stato appiccato il fuoco.
Le indagini e la confessione del presunto responsabile
Le attività investigative, condotte dai Carabinieri e coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno, si sono concentrate sulla ricostruzione delle ultime ore di vita del giornalista. Gli accertamenti hanno condotto, nella notte tra il 24 e il 25 luglio, al fermo di Ridha Rahmoumi, un 26enne di origine tunisina conoscente della vittima.
Le accuse e il quadro cautelare
A seguito degli elementi raccolti e delle ammissioni rese, per il 26enne si sono aperte le porte del carcere. Il provvedimento di custodia cautelare ipotizza il reato di omicidio volontario, con le aggravanti della crudeltà e della premeditazione. Dalle prime ricostruzioni degli inquirenti, il movente sarebbe riconducibile a questioni di natura privata. Le indagini proseguono per chiarire tutti i dettagli della dinamica.

