Ci sono attese che non possono più essere giustificate e diritti che non possono continuare a essere rimandati. I lavoratori e i professionisti della sanità privata accreditata attendono da troppo tempo risposte concrete e impegni risolutivi dalle istituzioni. Non si tratta di semplici rivendicazioni di settore, ma di una vera e propria crisi sistemica che colpisce chi, ogni giorno, garantisce la tutela della salute sui territori. È quanto dichiara in una nota la segreteria provinciale Fials di Salerno, accendendo i riflettori su una situazione ormai insostenibile per l’intero comparto.
Le due criticità: contratti bloccati e DRG fermi al 2012
La situazione attuale presenta due enormi criticità non più rinviabili. In primo luogo, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro è fermo al 28 settembre 2020: si tratta di anni di attesa, sacrifici in prima linea e crescenti responsabilità affrontati senza un adeguato riconoscimento economico e normativo. In secondo luogo, i DRG nazionali per i ricoveri per acuti risultano bloccati addirittura al 2012. Si tratta di un sistema di remunerazione anacronistico che necessita di un urgente aggiornamento per tenere conto dei radicali cambiamenti nei costi, nell’organizzazione e nella complessità delle cure. Non è più soltanto una questione contrattuale o economica, ma una fondamentale istanza di giustizia, rispetto e dignità del lavoro.
L’appello alle istituzioni: parità tra pubblico e privato
La Fials Salerno riprende il messaggio lanciato durante il convegno dello scorso ottobre, intitolato “Siamo tutti rami dello stesso albero”. La frase racchiude una verità fondamentale: la sanità è un sistema unico in cui pubblico e privato accreditato concorrono, ciascuno per la propria parte, alla tutela della salute dei cittadini. Non può tuttavia esistere una sanità di qualità se si creano disparità tra gli operatori. Il sindacato rivolge quindi un appello alla politica, al Governo e alle Regioni affinché si proceda allo sblocco immediato dei contratti, all’adeguamento dei DRG e al riconoscimento della piena parità di dignità per tutti i professionisti della salute, poiché la qualità dell’assistenza ai cittadini passa dal rispetto per chi lavora ogni giorno in corsia.

