Domenica 8 novembre 2026 Stella Cilento accoglierà i resti di Angelo Vassallo, soldato morto durante la Seconda guerra mondiale. Dopo 85 anni le sue spoglie rientrano nel paese da cui era partito nel 1940. Seguiranno la celebrazione religiosa e la sepoltura nel cimitero comunale. Il ritorno è merito della nipote Diana, che non ha mai smesso di cercare le tracce di un nonno conosciuto soltanto attraverso una fotografia.
Partito per la guerra a trent’anni, lasciò una figlia di pochi mesi
La storia comincia nel 1940. Angelo Vassallo aveva trent’anni quando lasciò Stella Cilento per prendere parte al conflitto. A casa rimase la figlia, nata da pochi mesi, che sarebbe cresciuta senza conoscere il padre.
Il militare fu dichiarato disperso. Per decenni la famiglia ha convissuto con l’incertezza sulla sua sorte, una ferita rimasta aperta per tre generazioni.
La fotografia in un cassetto e la ricerca della nipote Diana
A riaprire la vicenda è stata la nipote Diana. Da ragazzina trovò per caso in un cassetto la fotografia di un giovane militare. Solo più tardi scoprì che quell’uomo era suo nonno Angelo.
Dopo la morte della madre, Diana ha deciso di ricostruire il destino del nonno e di individuare il luogo in cui riposavano i suoi resti.
Morì in Libia il 3 febbraio 1941
Le ricerche hanno chiarito gli ultimi momenti della vita del soldato. Angelo Vassallo morì il 3 febbraio 1941 in Libia, dopo il ricovero nell’ospedale militare di Barce. Le sue spoglie erano custodite nel Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari.
Per la famiglia è la risposta a un interrogativo durato oltre ottant’anni. Per Diana, però, trovare la sepoltura era solo una parte del cammino: il desiderio più grande era riportare il nonno nella comunità che aveva lasciato prima della partenza.
Il programma di domenica 8 novembre
Domenica mattina, 8 novembre, i resti del soldato saranno accolti ufficialmente a Stella Cilento. Il programma prevede:
- l’omaggio della comunità;
- la celebrazione religiosa;
- la sepoltura nel cimitero comunale.
La cerimonia sarà anche l’occasione per ricordare il sacrificio dei tanti militari morti nella Seconda guerra mondiale, che hanno lasciato famiglie segnate da lutti e lunghe attese.
Una tomba nel proprio paese dopo oltre otto decenni
Per i discendenti il ritorno ha soprattutto un valore personale: poter raggiungere una tomba nel proprio paese, portare un fiore e custodire la memoria di un familiare la cui storia era rimasta sospesa per oltre otto decenni.
La vicenda di Angelo Vassallo mostra le conseguenze della guerra anche su chi resta: una figlia cresciuta senza il padre, una fotografia tramandata nel tempo, una nipote che ha scelto di cercare risposte. Non si può recuperare il tempo perduto né cancellare il dolore dell’assenza, ma famiglia e comunità potranno finalmente ricordarlo nel luogo a cui apparteneva.

