Due anni e otto mesi di reclusione: è questa la richiesta formulata dal Pubblico Ministero presso il Tribunale di Lagonegro nei confronti del sindaco di Torraca, Domenico Bianco, a conclusione della requisitoria nell’ambito del procedimento che lo vede imputato con l’accusa di violenza sessuale. Il primo cittadino del comune cilentano viene giudicato con la formula del rito abbreviato.
Le accuse e il quadro investigativo
La vicenda giudiziaria ha preso il via nel 2025 a seguito della denuncia presentata da una giovane professoressa. Secondo la ricostruzione delineata dalla Procura, le condotte contestate si sarebbero verificate all’interno dell’abitazione della donna situata a Torraca. La sollecitazione di pena espressa dall’organo requirente poggia sulle risultanze investigative raccolte nel fascicolo processuale, tra cui le sommarie informazioni rese dalla persona offesa.
La linea difensiva e la posizione della persona offesa
Nel corso del dibattimento, l’imputato ha scelto di rilasciare dichiarazioni spontanee per chiarire la propria posizione, rigettando addebiti e ricostruzioni e sostenendo la propria estraneità ai fatti presunti. Di segno contrario resta il quadro argomentativo sostenuto dalla parte offesa. All’esito dell’analisi del materiale probatorio acquisito, il rappresentante della pubblica accusa ha sollecitato l’accertamento della responsabilità penale dell’amministratore con conseguente condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione.
I prossimi passaggi processuali e l’attesa per la sentenza
L’iter giudiziario entra ora nella sua fase decisiva. Il Giudice ha fissato l’udienza del prossimo 2 dicembre per ascoltare le repliche delle parti ed espletare la discussione finale, momento al quale seguirà la camera di consiglio per la pronuncia del verbale di sentenza. A rappresentare Bianco è l’avvocato Vincenzo Speranza.

