Un’operazione antimafia e anticrimine della Polizia di Stato ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, sia in carcere sia ai domiciliari, nei confronti dei membri di una presunta rete criminale italo-cinese. Nelle prime ore di oggi, 6 novembre, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Salerno sono intervenuti a supporto dei colleghi di Forlì-Cesena. Le accuse contestate vanno dallo sfruttamento della prostituzione al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, fino al riciclaggio di denaro.
La rete d’affari e il riciclaggio verso la Cina
L’indagine ha fatto luce su un’articolata struttura d’affari guidata in sinergia da soggetti italiani e cinesi. Il quartier generale dell’organizzazione era situato in Emilia-Romagna, ma le ramificazioni operative si estendevano in diverse regioni italiane. Il gruppo sfruttava numerose giovani donne prive di permesso di soggiorno, generando profitti illegali stimati in decine di migliaia di euro a settimana. I proventi venivano poi canalizzati verso la Cina tramite circuiti finanziari volti a eludere i controlli antiriciclaggio.
Le province coinvolte e i prossimi dettagli
Le misure cautelari sono state eseguite simultaneamente nelle province di Salerno, Modena, Ravenna, Teramo e Bologna. La portata della presenza della cellula sul territorio salernitano e gli specifici contorni dell’inchiesta saranno illustrati nel dettaglio durante la conferenza stampa programmata per le ore 12 presso la Questura di Forlì-Cesena.

