Si è tenuta questa mattina, presso il Tribunale di Lagonegro, una nuova e articolata udienza del processo che vede imputati l’ex sindaco di Santa Marina, Giovanni Fortunato, e altre sei persone. I reati contestati a vario titolo dalla Procura vanno dalla corruzione alla tentata concussione, fino alla lottizzazione abusiva. Il dibattimento, durato oltre 7 ore, si è concentrato principalmente sull’esame dell’architetto Annalisa Croccia relativamente alla vicenda dell’agricampeggio realizzato in località Torre Oliva.
La controversia sulla strada di accesso a Torre Oliva e le tesi contrapposte
Focus centrale della giornata è stata la realizzazione della strada di accesso alla struttura ricettiva. Secondo l’impostazione accusatoria, avvalorata dalle precedenti dichiarazioni della ginecologa Antonella Magliano, la via di comunicazione sarebbe stata inserita nel progetto senza alcuna richiesta da parte dei committenti. Sempre secondo la Procura, l’opera non avrebbe avuto alcuna utilità pubblica, se non quella di agevolare l’accesso ai terreni di proprietà della moglie dell’ex primo cittadino.
Una ricostruzione radicalmente smentita in aula dall’architetto Croccia, ex assessore del Comune di Santa Marina. Il tecnico ha dichiarato che la realizzazione dell’arteria stradale sarebbe stata sollecitata a più riprese proprio dai committenti dell’agricampeggio, nipoti della dottoressa Magliano. Su questo preciso passaggio si è svolto un esame particolarmente serrato e a tratti acceso.
Le reazioni della difesa: “Testimonianza coerente con i dati documentali”
Soddisfazione per l’esito dell’udienza è stata espressa dal collegio difensivo di Giovanni Fortunato.
“È stata un’udienza positiva per noi, in quanto l’architetto ha reso una dichiarazione in totale contrasto con le accuse delle presunte parti offese”, ha dichiarato l’avvocato Felice Lentini. “Il racconto della dottoressa Croccia trova piena conferma in tutti i dati documentali che abbiamo acquisito e utilizzato in sede di controesame”.
Sulla stessa linea l’avvocato Vincenzo Speranza, anch’egli legale dell’ex sindaco: “L’architetto Annalisa Croccia è stata citata come teste del Pubblico Ministero nella prospettiva di consolidare l’ipotesi accusatoria. Questa scelta si è tuttavia rivelata favorevole alla difesa: ribadendo con assoluta coerenza quanto già dichiarato durante le indagini preliminari, la teste ha chiarito aspetti decisivi che si pongono in netto contrasto con le affermazioni rese in precedenza dalle presunte persone offese”.
L’attacco della parte civile: “Emersa contiguità tra ruolo pubblico e professione”
Di segno opposto il commento dell’avvocato Franco Maldonato, legale di parte civile, che ha condotto una parte dell’esame del tecnico.
“Siamo di fronte allo squallore di uno spaccato che restituisce nella maniera più tangibile la contiguità tra sindaco, assessori e professionisti, del tutto indifferenti alle incompatibilità che dovrebbero derivare dall’esercizio di una funzione pubblica”, ha affermato Maldonato. “Così come il sindaco Fortunato redigeva progetti che poi faceva approvare dalle proprie commissioni edilizie, allo stesso modo la testimone ascoltata oggi curava progetti che successivamente sponsorizzava nella sua qualità di assessore”. Prossima udienza il 30 novembre.

